Concetti base per operare sul Forex

Nello scorso articolo parlavo di come scegliere un broker, molti magari avranno provato a chiedere l’apertura di un conto demo, altri magari avranno investito gia qualche soldo in un conto reale, [...]

Currency Buy SellNello scorso articolo parlavo di come scegliere un broker, molti magari avranno provato a chiedere l’apertura di un conto demo, altri magari avranno investito gia qualche soldo in un conto reale, ma… quello che sicuramente tutti avranno capito è che non basta aver installato il programma di trading per iniziare a vedere automaticamente le posizioni aprirsi.

Qual è dunque l’ABC dell’opeartività sul Forex?

Per poter guadagnare bisogna iniziare ad operare e per operare devono essere aperte delle posizioni. Come possono essere aperte queste posizioni? Sin dal principio abbiamo detto che le valute sono poste in coppie come ad esempio l’EUR/USD che rappresenta il cambio euro/dollaro. Le due operazioni possibili su questa coppia saranno dunque quelle di andare long (lunghi/comprare) o short (corti/vendere). Nel primo caso vi sarebbe l’acquisto della prima valuta della coppia e la vendita simultanea della seconda, mentre se si andasse short si avrebbe una vendita della prima valuta per acquistare la seconda. Cosa vuol dire tutto questo? Ovviamente quello che ci interessa è guadagnare. Se le nostre previsioni indicassero un probabile rafforzamento dell’euro, saremmo dunque invogliati a comprarlo per poter speculare sul cambio, pertanto si andrebbe long su EUR/USD, mentre se le previsioni fossero ottimiste per il dollaro si dovrebbe andare short e quindi vendere euro per entrare in possesso di dollari in attesa di un futuro apprezzamento. Per ogni coppia di valuta risulta dunque possibile sia sfruttare i movimenti rialzisti che quelli ribassisti andando rispettivamente long o short.


Una volta aperto un ordine si può notare come questo non parta in parità, ma qualche pip al di sotto del prezzo di buy o sell a seconda del tipo di operazione. Questo è il cosiddetto bid/ask spread. Quandi si apre una posizione, se la si potesse chiudere nello stesso istante si noterebbe una perdita sul proprio conto, questo perchè i prezzi di acquisto e di vendita della coppia differiscono di una determinata quantità: lo spread. Per notarlo basterà osservare le voci bid e ask per ogni coppia di valute sulla piattaforma del proprio broker. Una indica il prezzo che dovreste pagare per entrare in possesso di una valuta, l’altro indica il prezzo che il mercato sarebbe disposto a pagare a voi per invece comprarla.

Poco fa ho nominato la parola pip, cosa significa? Il pip è la più piccola variazione possibile del tasso di cambio tra due valute. Nell’esempio euro dollaro, il tasso è espresso fino alla quarta cifra decimale ossia 0,1234. Un pip è in questo caso un decimillesimo di unità.

Due “amici” insostituibili dell’operatività, che non posso evitare di menzionare, sono lo stop loss e il take profit. Questi sono validi strumenti per il controllo e la gestione della posizione. Con lo stop loss si può preventivamente impostare un livello massimo di perdita raggiunto il quale la piattaforma in automatico provvede a chiudere l’operazione. Strumento molto utile per chiudere posizioni in mercati molto volatili o quando non si è davanti al pc. Il take profit permette invece di posizionare dei livelli in zone target al raggiungimento delle quali la posizione viene chiusa incassando il guadagno realizzato. Una grande raccomandazione va fatta per lo stop loss, usarlo sempre e non spostarlo mai dai valori definiti in partenza, se non per avvicinarlo al valore di apertura in modo da limitare possibili perdite.

Martino Bonanomi
AnalisiForex.com

Scritto da Martino Bonanomi

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