Come far fruttare i propri risparmi

ttp://www.worky.biz/wp-content/uploads/2013/09/salvadanaio.jpg”>Se per caso fate parte di quella cerchia di persone che ha dei soldi da parte, lasciarli nel conto corrente è come metterli sotto il materasso, se non peggio, lì frutteranno poco o nulla, ma c'è qualche fonte di investimento che se valutata bene può fruttare abbastanza, i conti deposito.

Ovviamento i conti deposito devono essere valutati sul lungo o medio termine, se si pensa di aver bisogno dei soldi in brevi periodi il gioco non vale la candela.
Ci sono due tipi di conto deposito, quelli vincolati e quelli non vincolati e ci sono alcune cose da sapere prima di valutarne l'investitura.
Dai conti deposito non è possibile prelevare con bancomat o carta di credito, e tantomeno non è possibile utilizzare un assegno. I conti deposito sono una specie di “cestino statico” dove i soldi vengono messi e non ci sono ne versamenti ne prelievi. E grazie a questo i tassi di interesse attivo medi possono essere maggiori

La diferenza tra conto vincolato e non vincolato è che nel conto vincolato il correntista è appunto vincolato nei movimenti e nelle operazioni sul fondo, questo perchè è la banca ad assumere il possesso dei soldi e a gestirli con vari investimenti finanziari sul mercato, ma c'è da dire che in questo caso i tassi sono quasi di un terzo più alti rispetto al conto non vincolato. Questo fondo consente di ritirare i risparmi solo alla scadenza del periodo di vincolo definito (da 1 a 36 mesi) ed è consigliato per chi può permettersi di 'parcheggiare' il denaro sul conto per un certo periodo di tempo.

Unica pecca è che la banca può prevedere penali o il mancato pagamento degli interessi se si ritirano i soldi prima della scadenza.


Il conto non vincolato dal canto suo consente di avere immediata disponibilità del denaro depositato, offrendo comunque un rendimento positivo. È consigliato per chi può avere necessità improvvisa delle somme sul conto. Il fondo così strutturato consente solo le operazioni di prelievo e versamento e deve essere abbinato ad un conto corrente (conto d'appoggio) tramite il quale vengono effettuati i versamenti e i prelievi.

La banca è dal canto suo obbligata a mantenere i tassi di interesse preventivati ad inizio del periodo di deposito, i tassi non possono quindi essere diminuiti.

Nel valutare un contratto di conto deposito bisogna considerare questi elementi:

  1. Il tasso di interesse annuo lordo.
  2. Il criterio di calcolo degli interessi e la logica di capitalizzazione degli stessi.
  3. Le spese: per l'apertura e la chiusura del conto; per la produzione del rendiconto; per l'imposta di bollo; per i versamenti e i prelievi.
  4. La valuta di accredito e la data disponibilità sul conto deposito dei bonifici in ingresso.
  5. La valuta di accredito e la data disponibilità sul conto deposito degli assegni della banca e degli assegni di altre banche.
  6. La valuta di accredito sul conto di appoggio/predefinito dei bonifici in uscita.
  7. La valuta di addebito sul conto deposito dei bonifici in uscita.

Molti conti deposito sono gestibili anche attraverso internet, e ci sono parecchi siti che aiutano a gestire al meglio e scegliere il conto deposito migliore e i tassi di interesse più alti. Normalmente non ci sono spese di apertura o attivazione, spese di chiusura e spese di gestione. Ma bisogna fare attenzione alla tassazione che influenza il rendimento effettivo: gli interessi attivi sono soggetti a una ritenuta fiscale del 20%.

Tutte le banche operanti in Europa devono aderire ad un sistema di garanzia dei depositi. Le banche italiane devono aderire al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che garantisce fino ad euro 100.000 per ogni deposito.

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Scritto da Valeria Bonora

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