Investire in titoli di Stato: bot, cct e ctz. Differenze e rendimenti

Cari amici di worky, torniamo oggi sul tema del risparmio! Abbiamo parlato di diverse soluzioni inerenti la crescita della propria liquidità: conti di deposito, obbligazioni, buoni fruttiferi postali, pronti contro termine; Tutte [...]

bot_titoli-di-statoCari amici di worky, torniamo oggi sul tema del risparmio!

Abbiamo parlato di diverse soluzioni inerenti la crescita della propria liquidità: conti di deposito, obbligazioni, buoni fruttiferi postali, pronti contro termine; Tutte le soluzioni indicate si adattano alle varie esigenze che il cliente può avere nella gestione della propria liquidità.

Oggi parliamo di Titoli di Stato, uno dei prodotti finanziari di risparmio che hanno maggiore storia alle spalle, infatti sono sicuramente alcuni dei prodotti più amati e sottoscritti dai risparmiatori italiani, alla stregua dei buoni fruttiferi postali.

L’interessamento nei confronti dei titoli di stato è dovuto a 2 fattori principali:

  1. la loro sicurezza, data dalla garanzia dello Stato Italiano;
  2. I diversi tagli e soluzioni che permettono il risparmio in diverse fasi temporali;

Sicuramente elementi non da poco, sopratutto quello della sicurezza, elemento sempre più ricercato dai risparmiatori per i motivi che tutti conosciamo.

Ma cosa sono tecnicamente i titoli di stato? sono delle obbligazioni emesse dal Ministero dell’Economia e delle Finanze al cui rimborso viene garantito il capitale versato più un interesse. Gli interessi possono essere corrisposti anche durante il ciclo di investimento del titolo sotto forma di cedole.

Vediamone le diverse emissioni:

I titoli di stato si suddividono in:

  • BOT ( Buoni Ordinari del Tesoro) sicuramente i più conosciuti; senza cedola
  • BTP ( Buoni del Tesoro Poliennali);
  • CCT ( Certificati di Credito del Tesoro);
  • CTZ ( Certificati del Tesoro Zro Coupon); senza cedola
  • BTP€i ( Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’inflazione);

Vediamoli nel dettaglio:


BOT – Buoni ordinari del Tesoro:

I BOT – buoni ordinari del tesoro, sono sicuramente la forma di investimento in titoli di stato più conosciuta, la cui diffusione è stata davvero virale, sopratutto tra fine anni ’70 ed inizio anni ’90. Si possono richiedere BOT tramite “aste” a cui partecipano intermediari autorizzati come le banche, a partire da € 1.000 ( e multipli).


E’ un titolo senza cedola ( zero-coupon) che ha durata temporale di 3-6 o 12 mesi quindi inserito nel quadro dell’investimento a “breve termine”.

BTP – Buoni del Tesoro Poliennali:

I BTP – Buoni del Tesoro Poliennali sono titoli al portatore emessi grazie ad un’asta mensile,  che hanno durata pluriennale ( 3-5-10-30 anni).

Sono i titoli di investimento che hanno la scadenza più lunga, con interessi fissi corrisposti grazie ad una cedola semestrale, e ovviamente il capitale rimborsato alla scadenza.

Sono uno dei titoli principali con i quali lo Stato Italiano finanzia il proprio debito pubblico. Il taglio minimo di acquisto di acquisto è pari ad € 1.000 e multipli.


CCT- Certificati di Credito del Tesoro:

CCT- Certificati di Credito del Tesoro sono titoli a tasso variabile il cui valore viene calcolato in base all’andamento dei BOT ; sono titoli a medio-lungo termine ( hanno infatti durata pari a 7 anni); gli interessi sono corrisposti tramite cedole, ed il taglio minimo per ogni acquisto d’asta è pari ad € 1.000 e multipli.


CTZ – Certificati del Tesoro a Zero Coupon:

I CTZ – Certificati del Tesoro a Zero Coupon sono titoli senza cedola ( zero-coupon appunto ) di durata compresa tra i 18 ed i 24 mesi, quindi un investimento con rendimento a tasso fisso nel breve-medio termine. Acquistabili in lotti a partire da € 1.000 e multipli.


BTP€i – Buoni del Tesoro Poliennali Indicizzati all’inflazione:

I BTP€i – Buoni del Tesoro Poliennali Indicizzati all’inflazione sono dei normali BTP, ma che sono indicizzati al tasso di inflazione europeo, viste le “oscillazioni” che i BTP normali potrebbero avere nel loro excursus vital-finanziario.


Insomma, un range davvero ampio di prodotti in grado di accontentare qualsiasi esigenza di risparmio.

Sono tutti negoziati al MOT – Mercato Telematico delle Obbligazioni

Scritto da Paolo De Feo

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