Bloggare in inglese: conviene?

La crisi dell’editoria web sta erodendo progressivamente le opportunità di realizzare dei guadagni online dalla semplice gestione di siti web in italiano. Il quadro del web content del nostro Paese è [...]

La crisi dell’editoria web sta erodendo progressivamente le opportunità di realizzare dei guadagni online dalla semplice gestione di siti web in italiano. Il quadro del web content del nostro Paese è davvero desolante e non crediamo sia necessario aggiungere altro oltre a quello che abbiamo già detto in precedenti post.

La fame di lavoro ed il rischio di rimanere definitivamente esclusi dal business dei contenuti sta spingendo molti web writer e publisher ad avviare siti e blog in lingua inglese, come confermano anche siti con estensione blogspot.it scritti proprio nella lingua anglosassone.

Il dibattito sulla convenienza del web content in inglese e più che mai acceso ed attuale e molti si chiedono se convenga davvero impegnare tempo e denaro nella gestione di un sito in inglese. Partiamo subito da una premessa: fare qualcosa in cui si crede davvero conviene sempre, a prescindere dai possibili guadagni.


E’ anche vero che aprire un blog dove per anni non si racimola un bel niente non è gratificante per nessuno. Quindi, se volete aprire un blog in inglese per sfruttare le immense opportunità di guadagno dell’advertising anglosassone, fatelo pure senza esitazioni.

In lingua inglese esiste una concorrenza maggiore rispetto a quella italiana, ma esistono anche maggiori opportunità di ottenere visite e guadagni. Tra i publisher italiani serpeggia però il pessimismo o forse la voglia di volere tutto e subito. Qualcuno ha provato a bloggare in inglese, ma poi, vista l’esiguità dei guadagni, ha preferito lasciar perdere.

Nel blogging in inglese il maggior ostacolo da superare è la lingua: bisogna conoscerla bene ed in modo da scrivere autonomamente in un inglese accettabile e comprensibile. Superato questo scoglio bisognerà dedicarsi a una poderosa campagna di contatti e di costruzione di link per rendere il proprio blog conosciuto ed apprezzato dai lettori d’oltreoceano.

Fatto questo, potrebbe iniziare ad arrivare anche la pubblicità e quindi il guadagno. Se si realizza il blog solo per scopi di business e non si hanno più vent’anni bisogna darsi un tempo entro cui far decollare l’attività. Con un aggiornamento costante, contenuti validi ed una rete di contatti, due anni sono un periodo sufficiente per tentare di monetizzare un proprio blog in inglese.

Fonte immagine: it.123rf.com

Scritto da Rosalba Mancuso

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