Pensioni baby e vitalizi dei parlamentari

Acceso dibattito alla Camera dei Deputati per l’abolizione dei vitalizi dei parlamentari, cioè rendite a vita che andrebbero sostituite con pensioni erogate dall’Inps. Il diritto al vitalizio si acquisisce anche con una [...]

Acceso dibattito alla Camera dei Deputati per l’abolizione dei vitalizi dei parlamentari, cioè rendite a vita che andrebbero sostituite con pensioni erogate dall’Inps.

Il diritto al vitalizio si acquisisce anche con una sola o più  legislature. Se passasse questa decisione, i vitalizi dei parlamentari si trasformerebbero nelle cosiddette pensioni baby, ovvero quelle acquisite solo con pochi anni di contribuzione.


L’associazione dei consumatori Aduc ha fatto i conti del peso, non indifferente,  che i privilegi dei politici hanno sull’economia italiana in fatto di eccesso di spesa pubblica che dissangua le casse statali e non permette un adeguato sviluppo del Paese.

Le pensioni baby sono piu’ di mezzo milione e costano qualcosa come 9,4 miliardi di euro l’anno. Queste sono distribuite prevalentemente a Nord e nel pubblico impiego. I pensionati baby sono quelli che con 15 anni di servizio acquisivano il diritto alla pensione. I vitalizi degli ex-parlamentari che sono 2.238 (piu’ un migliaio di reversibilita’)  costano 218 milioni di euro l’anno, con evidente sproporzione tra gli importi delle due differenti voci di spesa.

La trasformazione dei vitalizi in pensioni Inps, dunque, allargherebbe ancora di più il già vasto bacino dei pensionati prematuri o baby, con il risultato che il paventato provvedimento dei nostri legislatori si tramuterebbe nella solita presa in giro che risolve le cose solo all’apparenza e mai nella sostanza.

 

Scritto da Rosalba Mancuso

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