Lavoro autonomo parasubordinato

Nelle grandi trasformazioni contrattuali del mercato del lavoro si è assistito da una sempre maggiore scomparsa del lavoro dipendente e ad una preponderante diffusione dei contratti di lavoro cosiddetti “atipici”. Tra questi [...]

punto-interrogativoNelle grandi trasformazioni contrattuali del mercato del lavoro si è assistito da una sempre maggiore scomparsa del lavoro dipendente e ad una preponderante diffusione dei contratti di lavoro cosiddetti “atipici”.

Tra questi rientra anche il lavoro parasubordinato, cioè un’attività di lavoro che presenta le caratteristiche comuni del lavoro dipendente e del lavoro autonomo.Tanto che nell’accezione comune si parla di lavoro autonomo parasubordinato.

Con l’avvento della legge 30/2003( Legge Biagi) si è provveduto a normare delle collaborazioni di lavoro che non avevano uno specifico inquadramento contrattuale, come le collaborazioni coordinate e continuative, trasformate in contratto a progetto  o le prestazioni occasionali.

Con queste ultime si intendono prestazioni di lavoro per conto di uno o più committenti che  nell’anno solare non superano i 30 giorni ed il compenso di 5000 euro.

Da questa disciplina sono esclusi i professionisti iscritti all’Albo.   Insieme alle modifiche normative continuano ed esistere delle forme di lavoro che restano a metà tra il lavoro autonomo e quello subordinato.


Per capire in quale categoria contrattuale rientra la vostra attuale attività lavorativa ci si può rifare anche al Codice Civile che disciplina il contratto d’opera con cui  ci si obbliga a compiere una prestazione o un servizio senza vincolo di subordinazione, quindi lavoro autonomo ed il contratto di appalto in cui chi effettua la prestazione o eroga il servizio è un’organizzazione sotto forma di impresa.

Poi esiste il contratto  o mandato di agenzia, in cui una parte assume per conto di un’altra l’incarico di concludere contratti in una determinata zona.

Quando vi propongono delle prestazioni lavorative dovete avete ben chiaro il tipo di inquadramento  contrattuale che offrono. Molti annunci cercano agenti o procacciatori d’affari, ma per ottenere un mandato di agenzia bisogna essere agenti di commercio.

Il procacciatore d’affari è, invece , un lavoratore occasionale. Quindi quando vi dicono che vi offrono l’opportunità di lavorare senza impegno e senza vincoli di orario per collaborare alla vendita di servizi e prodotti e senza richiedervi l’apertura della partita Iva, vi stanno proponendo una prestazione occasionale che sarà tassata con ritenuta di acconto.

Quando la prestazione per conto dello stesso committente diventerà continuativa e supererà i 30 giorni ed i compenso di 5 mila euro, dovrete richiedere l’applicazione del contratto a progetto o aver conseguito i titoli e la formazione che vi abilitano all’esercizio dell’attività di agente o rappresentante con apertura della partita Iva.

Fonte Immagine: anagni.miacitta.net

Scritto da Rosalba Mancuso

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