Ottenere un lavoro stabile con il contratto a progetto

Con l’introduzione della legge 30/2003, detta Legge Biagi, si sono diffuse forme contrattuali atipiche o alternative al classico contratto di lavoro dipendente ed a tempo indeterminato. Tra queste troviamo il contratto a [...]

precari a progettoCon l’introduzione della legge 30/2003, detta Legge Biagi, si sono diffuse forme contrattuali atipiche o alternative al classico contratto di lavoro dipendente ed a tempo indeterminato.

Tra queste troviamo il contratto a progetto che sostituisce le collaborazioni coordinate e continuative, abbreviato anche in co.co.pro. Da allora questa forma di lavoro flessibile è tra la più applicate nei rapporti tra datore di lavoro e lavoratore, e spesso viene anche usata a sproposito, mascherando la volontà del primo di sfruttare il secondo.

Come difendersi dai falsi contratti a progetto e come riuscire ad ottenere un contratto a tempo indeterminato? Intanto bisogna conoscere le caratteristiche del contratto a progetto che deve avere la forma scritta ed indicare chiaramente il programma di lavoro e la durata del progetto stesso.

Il programma di lavoro o progetto ( i due termini sono la stessa cosa) deve prevedere la coordinazione  tra committente e collaboratore e deve indicare il compenso e le modalità di pagamento, prevedendo anche l’autonomia del collaboratore.


Con il contratto a progetto non si possono, infatti, contrattualizzare lavoratori che eseguono mansioni con orari prefissati e con il vincolo della subordinazione.

Spesso, negli annunci di lavoro, si legge che si assume con contratto a progetto, anche per profili amministrativi o operai, ma attenzione: se entrate in un’azienda con un contratto a progetto e vi fanno lavorare dalle 9 del mattino alle 7 di sera ordinandovi quello che dovete fare non si tratta di un lavoro a progetto, ma di lavoro dipendente.

Il vero lavoratore a progetto assume l’impegno di consegnare o svolgere un lavoro entro un certo periodo di tempo, percependo un compenso.

Nel progetto conta il risultato ed i termini di consegna dello stesso, non gli orari in cui questo verrà realizzato che verranno gestiti in autonomia dal collaboratore coordinandosi con il committente, senza vincoli di subordinazione.

Se mancano questi requisiti si può ricorrere al giudice del lavoro per ottenere la conversione del contratto a progetto in un contratto di lavoro dipendente. Le norme sul contratto a progetto non si applicano alla Pubblica Amministrazione che con una circolare del 2004 mantiene la disciplina dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa, escludendo l’applicazione della Legge Biagi.

Fonte immagine: impresalavoro.eu

Scritto da Rosalba Mancuso

Non puoi controllare quotidianamente Worky.biz ?

Iscriviti alla Newsletter, riceverai le Offerte di Lavoro più interessanti nella tua E-mail!