Il patto di prova: cosa è?

Non è proprio possibile che non ne abbiate mai sentito parlare, specialmente se siete giovani e specialmente se come molti vostri coetanei, siete alla ricerca di un lavoro. Oggi parliamo di Periodo [...]

patto di prova

Non è proprio possibile che non ne abbiate mai sentito parlare, specialmente se siete giovani e specialmente se come molti vostri coetanei, siete alla ricerca di un lavoro.

Oggi parliamo di Periodo di Prova! Si tratta dell’incubo di molti ragazzi che dopo inenarrabili fatiche hanno finalmente trovato un lavoro, ma che devono combattere ancora contro l’ultimo mulino a vento, il periodo durante il quale l’azienda mette alla prova il dipendente, spesso per una durata di tempo che pare infinita.

E’ la fase precedente dell’assunzione definitiva del dipendente, sia essa a tempo determinato o a tempo indeterminato. E’ la legge a prevedere la possibilità che un contratto di lavoro richieda al lavoratore un periodo di prova che di norma è chiamato anche patto di prova.  A cosa serve questo periodo è facilmente immaginabile: il datore di lavoro valuterà la convenienza reciproca al rapporto lavorativo e lo stesso dipendente potrà scoprire se per davvero la mansione gli calza a pennello.


Ogni rapporto subordinato, sia esso part time, a tempo indeterminato, a tempo determinato o di apprendistato prevede o può prevedere un periodo di prova. E’ bene  comunque che il giovane alla ricerca di un lavoro sappia che questo patto di prova non possa superare i 6 mesi e i 3 per gli impiegati che non hanno funzioni direttive. Il problema è rappresentato dal fatto che nel contratto individuale i termini possono essere diminuiti o aumentati a seconda delle necessità aziendali. Per dirla più chiaramente: non esiste una regola generale e il dipendente dovrà analizzare con precisione il contratto che gli si presenta da firmare. Basti pensare che in alcuni casi il contratto stabilisce che il periodo di prova possa essere sospeso nel caso di gravidanza, malattia, infortunio o assenze ingiustificate. Queste giornate verranno escluse dal calcolo del periodo di prova che potrebbe, in alcune circostanze mostrarsi praticamente infinito.

Altra attenzione che il giovane dipendente deve prestare è relativa alla siglatura del patto di prova in fase di stipula contrattuale. Se questa non avvien il rapporto lavorativo si deve intendere fin da subito a carattere definitivo. Da ricordare inoltre che il periodo di prova (con tanto di durata e clausole) deve essere sottoscritto necessariamente da entrambe le parti per essere ritenuto valido.  Inoltre se nella clausola concernente il patto di prova non sono indicati dettagli relativi alle mansioni affidate al lavoratore e simili, il patto di prova potrà considerarsi nullo e l’assunzione avrà immediatamente carattere definitivo.

Una volta conclusosi il periodo di prova, sia il lavoratore sia il datore di lavoro, saranno liberi di recedere dal contratto o di proseguire con il rapporto lavorativo inaugurato.

Scritto da Claudia Zedda

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