Pensioni di invalidità: l’ora delle revoche

La stretta dell’Inps per scovare i falsi invalidi si fa ancora più  “stretta”. Lo confermano i dati dello stesso Istituto, rivelati in una nota del partito che rappresenta la categoria dei [...]

invalidi5La stretta dell’Inps per scovare i falsi invalidi si fa ancora più  “stretta”. Lo confermano i dati dello stesso Istituto, rivelati in una nota del partito che rappresenta la categoria dei pensionati.

Secondo i dati dell’Istituto nazionale di previdenza,  le domande di  pensione di invalidità respinte sarebbero state il 49%, cioè quasi la metà delle istanze presentate, mentre le pensioni revocate dopo i controlli sarebbero state il 23%.

I risultati preoccupano moltissimo i veri invalidi che , spesso, vivono, solo con il magro reddito della pensione di invalidità civile pari a 260 euro.


E se è vero che tra tanti invalidi ci sono stati pure quelli falsi che sono riusciti a campare di rendita accaparrandosi pure l’indennità di accompagnamento, ce ne sono tanti che invalidi lo sono davvero e lottano ogni giorno con la burocrazia per far valere il diritto all’erogazione dell’assegno spettante di diritto.

Per contestare il diniego dell’Inps all’accoglimento dell’istanza per la pensione di invalidità è possibile fare ricorso entro sei mesi per via giudiziaria.

Insomma la trafila burocratica, per gli aventi diritto,  rischia di allungarsi ancora di più ed il timore dei pensionati è che la rinnovata rigidità dell’Inps finisca per colpire anche chi non ha colpa. Al solito, l’ennesima vicenda italiana si potrebbe parafrasare con il detto: “Per colpa del cattivo, patisce anche il buono”.

Fonte immagine: spi.cgil.it

Scritto da Rosalba Mancuso

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