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	<title>Worky.biz &#124; Notizie dal mondo del lavoro &#187; crisi</title>
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	<description>Annunci Lavoro, Notizie, Finanza, Economia, Soldi &#124; Worky.biz</description>
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		<title>Crisi finanziaria italiana: ultimi aggiornamenti</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 09:35:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nuovo Presidente del Consiglio non ha fatto in tempo ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il nuovo </strong><strong><a href="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/11/grafico_crisi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15806" title="grafico_crisi" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/11/grafico_crisi-300x262.jpg" alt="" width="300" height="262" /></a></strong><strong>Presidente del Consiglio</strong> non ha fatto in tempo a insediarsi che già le Borse europee hanno iniziato  a mostrare i primi segnali, ma non di ripresa, p<strong> </strong>iuttosto di ribasso.</p>
<p><strong>La speculazione sui titoli di Stato </strong>nazionali è fortissima e i rendimenti applicati ai nostri BTP si avvicinano sempre al 7%. I commentatori politici ed economici di casa nostra parlano proprio di speculazione, ma siamo sicuri che sia davvero così?</p>
<p><strong>Se guardiamo le regole dei mercati </strong>finanziari ci accorgiamo che i rendimenti di un titolo ( gli interessi che deve pagare il debitore) salgono quando l&#8217;emittente viene ritenuto a rischio di insolvenza o inaffidabile. Quindi ne deduciamo che lo Stato Italiano, per i mercati, rappresenta un soggetto a rischio.</p>
<p><strong>Il debito pubblico</strong>, infatti, sale di ora in ora, basta guardare il cronometro di <a href="http://www.italiaora.org/">Italiaora.org,</a> per accorgersi di quante risorse vengano bruciate di secondo in secondo. Il debito nazionale ammonta a quasi duemila miliardi di euro, mentre quest’anno sono stati evasi oltre 261 miliardi di euro.</p>
<p><strong>Con questi numeri come si può</strong> considerare affidabile un Paese? Intanto le indiscrezioni sulle presunte misure per risanare i conti statali accrescono il clima di incertezza. Si è parlato della reintroduzione dell’Ici sulla prima casa, di probabili prelievi forzosi sui conti correnti, anche di eliminazione dei privilegi e dei costi della politica, ma l’impressione netta che emerge dal susseguirsi di notizie e di smentite è che l’Italia sia &#8220;ostaggio&#8221; delle indicazioni dell’Europa e della BCE: si fa tutto quello che vuole l’Europa e non quello che i cittadini vogliono  e di cui avrebbero bisogno.</p>
<p><strong>I privilegi saranno </strong>mai davvero eliminati? La grande evasione sarà mai davvero sconfitta? Intanto si potrebbe partire dal basso e pensare non solo a chiedere lo scontrino per il caffè, ma anche a pretendere la fattura da certi medici che  per una visita di pochi minuti chiedono il pagamento in contanti per evitare di emettere documenti fiscali e di essere rintracciati tramite i movimenti bancari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Fonte immagine: stampa libera.com</em></p>

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		<title>Come affrontare la crisi economica</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 09:34:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le ultime notizie sulla crisi economica italiana e dell’eurozona non ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/11/crisi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15569" title="crisi" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/11/crisi-300x185.jpg" alt="" width="300" height="185" /></a>Le ultime notizie sulla crisi economica</strong> italiana e dell’eurozona non sono incoraggianti. Le voci e le relative conferme e smentite su presunti disastri finanziari si susseguono a ritmo serrato e nei cittadini cresce ogni giorno di più l’ansia del futuro, o, meglio, la paura di non avercelo proprio un futuro.</p>
<p><strong>Come affrontare questo periodo</strong> molto difficile per la serenità personale e per il proprio percorso professionale? Certamente non standosene a guardare mentre la barca affonda, ma facendo sentire la propria voce quando è il caso di farlo e partecipando a iniziative e manifestazioni civili di protesta.</p>
<p><strong>La partecipazione seria e accorata </strong>alle problematiche attuali può servire a sfogare lo stato di persistente rabbia e frustrazione che ormai accompagna le nostre giornate. Questo, sul fronte prettamente esistenziale o psicologico, mentre sul fronte professionale non bisogna fermarsi di fronte a nulla, nemmeno di fronte a un licenziamento improvviso.</p>
<p><strong>In questo caso bisogna usare </strong>gli eventuali ammortizzatori sociali per aggiornarsi e formarsi magari su nuove conoscenze o competenze. Studiare, inventare, confrontarsi con altri nella stessa situazione, permette di creare un percorso di condivisione che  fa sentire più sicuri e protetti.</p>
<p><strong>Anche se la disperazione </strong>è dietro l’angolo non bisogna farsi catturare da essa, ma combatterla con nuove idee e nuove basi per ripartire. Non sono utopie quelle di cui parliamo, ma casi concreti. In questo momento difficile ci sono persone che dopo aver perso il lavoro, si sono reinventare iniziando a “vendere” , prima ad amici e conoscenti e poi ad altri, oggetti e prodotti creati con le loro mani.</p>
<p><strong>Conosciamo il caso di una signora</strong> che ha perso il lavoro assieme al marito e che si è messa a vendere le sue creazioni all’estero iscrivendosi su forum stranieri e masticando solo un pochino di inglese.</p>
<p><strong>Questo è lo spirito giusto</strong> per andare avanti. Questo è quello che ci renderà grandi e forti di fronte alla miserabile “piccolezza” di chi ha prodotto lo scempio economico dei nostri giorni.</p>
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		<title>Crisi economica: quali rischi per il futuro?</title>
		<link>http://www.worky.biz/15354/crisi-economica-quali-rischi-per-il-futuro.html</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 08:29:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molti si chiedono a cosa porterà la crisi economica e ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/10/indignati.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15357" title="indignati" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/10/indignati-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Molti si chiedono a cosa porterà</strong> la crisi economica e finanziaria che sta colpendo i Paesi dell’eurozona. In un precedente post abbiamo già parlato delle conseguenze legate al perdurare della stessa crisi e alla sua mancata soluzione. Ma quando una crisi non passa è come se si trattasse di una malattia cronica o incurabile.</p>
<p><strong>Cosa succede quando ci si ammala</strong> cronicamente o in maniera incurabile? Succede o che ci si debba trascinare per sempre con una bassa qualità di vita, oppure che si muoia prematuramente. La stessa cosa accade con la crisi economica, ma mentre nelle malattie croniche si possono usare farmaci per migliorare lo standard qualitativo della vita, nel caso della crisi si assiste a tentativi sconnessi e infruttuosi che tentano di tamponare il problema non riuscendoci quasi mai.</p>
<p><strong>La crisi dei Paesi europei</strong> è essenzialmente una crisi del debito pubblico, frutto di errate politiche monetarie e finanziarie e degli sprechi della classe dirigente a cui si è aggiunto il colpo di grazia dell’ingresso della moneta unica, deciso sempre sulla base di criteri monetari e non politici o economici.</p>
<p><strong>Prima di creare l’unione</strong> della moneta si doveva creare una comunanza politica e culturale che comprendesse gli stessi obiettivi e standard di vita. Invece abbiamo Stati che arrancano o sprofondano sempre di più nel baratro, come la Grecia e, a seguire, l’Italia e altri che tentano delle soluzioni personalizzate.</p>
<p><strong>I risultati di questo sistema</strong>, fino ad ora, sono stati coloro che hanno mostrato tutta la loro indignazione e che non a caso si fanno chiamare “indignati”, ma per il futuro il rischio è che agli “indignati” succedano soggetti veramente arrabbiati che potranno decidere una deriva totalitaria dei nostri sistemi politici ed economici.</p>
<p><strong>Anche gli ambienti del </strong>Vaticano hanno lanciato l’allarme su questo rischio, alimentato dalle spaventose ingiustizie sociali a cui la crisi costringe una larga fetta di persone. Se la crisi durerà ancora, milioni di persone, specie le nuove generazioni, resteranno escluse per sempre dal diritto al lavoro e al futuro e dal diritto a un’esistenza libera e dignitosa.  L’esempio dell’Africa e la fine di Gheddafi dovrebbero fa riflettere, perché gli errori, prima o poi, si pagano sempre e non solo a casa degli altri: basta leggere tutti i libri di storia per averne conferma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fonte immagine: </strong>Articolo10</p>
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		<title>Crisi economica in Italia: aggiornamenti</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 08:24:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le ultime notizie sull’andazzo della crisi economica italiana non sono ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/10/fallimento-impresa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15150" title="fallimento-impresa" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/10/fallimento-impresa-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a>Le ultime notizie sull’andazzo </strong>della crisi economica italiana non sono incoraggianti e a dispetto dei proclami che rassicurano sulla tenuta del “sistema Paese” si assiste a una realtà economica difficile che produce licenziamenti e fallimenti delle imprese come mai era accaduto prima.</p>
<p><strong>Le testimonianze che circolano</strong> anche sui Social, mostrano una popolazione italiana allo stremo e allo sbando, licenziata da un giorno all’altro da aziende prima floride e sane ed oggi sull’orlo del fallimento. I più provati da questi mesi di difficoltà sono i cinquantenni con famiglia a carico, sia imprenditori che dipendenti.</p>
<p><strong>I cinquantenni, che da sempre hanno</strong> costituito la struttura portante dell’economia nazionale, si ritrovano oggi a fare la stessa fine dei loro figli: senza futuro  e senza prospettive. Rabbia, scoraggiamento e depressione sono i sentimenti che accompagnano le giornate delle incolpevoli vittime di uno Stato ormai incapace di uscire dalla melma che lo attanaglia.</p>
<p><strong>Non va bene nemmeno</strong> per gli italiani ( ormai pochi per la verità) che un lavoro ancora ce l’hanno: lavorano ma, spesso, senza stipendio o accontentandosi di qualche acconto e sperando che l’azienda riceva al più presto, dai clienti,  dei pagamenti attesi da mesi.</p>
<p><strong>Ormai la condizione economica</strong> di imprenditori, datori di lavoro e operai, in Italia, è abbastanza omogenea: nessuno ce la fa più ad arrivare a fine mese e se chi comanda non si dà una mossa si rischia di non arrivare più da nessuna parte.</p>
<p>&nbsp;</p>

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		<title>La verità sulla crisi economica</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 16:19:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da quel maledetto settembre del 2008 non si fa altro ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/09/crisi-economica.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14228" title="Time - Money" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/09/crisi-economica-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Da quel maledetto settembre</strong> del 2008 non si fa altro che parlare di crisi economica e finanziaria. Per un po’ sembrava finita, ma ecco che lo scorso agosto, puntuali come un orologio svizzero, sono arrivare altre inquietanti notizie sulla nuova ondata di crolli dei mercati internazionali.</p>
<p><strong>I comuni cittadini non riescono</strong> però a spiegare le ragioni di questa nuova crisi internazionale, anzi più ascoltano e meno comprendono. Cercheremo, noi, con questo breve post, di chiarire alcuni punti relativi alle cause della nuova crisi economica che in molti hanno voluto ribattezzare “ la  crisi bis”.</p>
<p><strong>Quando i mercati finanziari crollano</strong> si assiste ad una mancanza di liquidità, cioè ad una carenza di denaro che serve a coprire i debiti. I titoli che molte banche e molti Stati emettono sono debiti, cioè rappresentano delle somme ricevute in prestito che vanno restituite.</p>
<p><strong>Dove sta l’inghippo?</strong> Che i debiti contratti dalle organizzazioni emittenti ( banche e Stati) superano le possibilità degli stessi di poterli rimborsare. Adesso spostiamoci all’ Eurozona. Gli Stati dell’euro hanno contratto negli anni un debito pubblico spaventoso, generato dall’emissione incontrollata di titoli di Stato, dall’evasione fiscale e dagli sprechi di denaro pubblico.</p>
<p><strong>Questi tre fattori hanno generato </strong>un meccanismo perverso, perché lo Stato doveva rimborsare i prestiti ricevuti a seguito dell’emissione dei titoli, credendo di poter contare sulle entrate fiscali e, invece, con l’arrivo dell’euro e con i nuovi rapporti di cambio, sono crollate le esportazioni e le conseguenti entrate statali. Intanto gli evasori continuavano a evadere e i politici a sprecare.</p>
<p><strong>Il risultato è che i debiti </strong>sono aumentati e i soldi sono finiti. Questa breve descrizione spiega che la crisi è frutto delle scelte sbagliate dei ricchi e di chi comanda ma in realtà non è in grado di farlo.</p>
<p><strong>La crisi dovrebbe essere un problema</strong> da ricchi ( anche gli evasori sono generalmente i più ricchi e benestanti) e invece succede che le aziende  chiudono e licenziano, perché vittime di quel sistema perverso che bruciando denaro e liquidità brucia anche le opportunità di crescita economica.  Sarebbe ora che a pagare fossero solo i colpevoli ( i ricchi che comandano male) e non le solite vittime innocenti( imprese e ceto medio).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fonte immagine</strong>: nuke.alkemia.com</p>

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		<title>Crisi Economica, è quasi terminata</title>
		<link>http://www.worky.biz/397/crisi-economica-e-quasi-terminata.html</link>
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		<pubDate>Sat, 22 Aug 2009 08:21:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dream08</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
La crisi economica sta per terminare!
è quanto ha affermato Ben ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><img class="alignnone size-full wp-image-398" title="crisi_economica" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2009/08/crisi_economica.jpg" alt="crisi_economica" width="500" height="333" /></strong></p>
<p><strong>La crisi economica sta per terminare!<br />
</strong>è quanto ha affermato <strong>Ben Bernake, il presidente della Federal Reserve.</strong></p>
<p><strong>Bernake, ha dichiarato:</strong><em> &#8220;il peggio è stato evitato, anche se restano ancora grosse sfide&#8221;.</em><br />
Inoltre, afferma che la ripresa sarà lenta, il <strong>tasso di disoccupazione scenderà molto gradualmente dai livelli che ci sono ora.</strong></p>
<p>Questa parole hanno aiutato i <strong>mercati finanziari</strong>, ad esempio il dollaro in caduta da giorni, ha ripreso quota sull&#8217;euro. In più tutti i listini <strong>europei </strong>hanno avuto effetti positivi dalla parole di<strong> Bernake.</strong></p>
<p><strong>Bernake</strong>, sottolinea come la<strong> crisi dell&#8217;economia</strong> che c&#8217;è stata a livello mondiale, riesce a emergere solamente ora dalla recessione.</p>
<p>C&#8217;è ancora tantissimo lavoro da fare per risolvere la situazione che si è creata a livello mondiale, ma a quanto pare c&#8217;è parecchio ottimismo nell&#8217;aria.</p>
<p>Naturalmente ci sono anche le persone che non sono tanto ottimiste su questa situazione, come ad esempio <strong>Jean Claude Trichet, il presidente della Bce.</strong></p>
<p><strong>Infatti Il presidente della Bce ha dichiarato:</strong> <em>&#8220;E&#8217; presto per poter affermare che si stia tornando alla normalità&#8221;.</em></p>
<p>Tutti i siti ne stanno parlando, ora vi mettiamo qualche link con cui potrete approfondire meglio l&#8217;argomento: <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=375745"><strong>Ilgiornale.it</strong></a><strong>, </strong><a href="http://www.tgcom.mediaset.it/economia/articoli/articolo458176.shtml"><strong>Tgcom.mediaset.<em>it</em></strong></a></p>

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