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	<title>Worky.biz &#124; Notizie dal mondo del lavoro &#187; censis</title>
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	<description>Annunci Lavoro, Notizie, Finanza, Economia, Soldi &#124; Worky.biz</description>
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		<title>Economia, italiano stringono la cinghia e tagliano i consumi</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 09:50:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NewsReporter</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Economia e Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli italiani continuano a stringere la cinghia e anche se ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-4687" title="confcommercio" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2010/06/confcommercio1.jpg" alt="" width="129" height="97" />Gli italiani continuano a stringere la cinghia e anche se i saldi sono stati un flop a causa della perdita del potere di acquisto degli stipendi italiani, continuano a crescere le spese a a dimunire i<strong> consumi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo l&#8217; outlook <strong>Censis-Confcommercio </strong>la situazione delle famiglie italiane in questo primo semestre 2011 è peggiorata soprattutto a causa di rincari di prodotti e servizi che fanno parte delle spese obbligate. Più in particolare, le famiglie italiane quest&#8217; anno hanno speso oltre il 50% in più rispetto alla fine del 2010 ma questo è dovuto soprattutto a spese per benzina e parcheggi per il 63,1% delle famiglie, per generi alimentari per il 51,5%, per le attività dei figli, per la salute e le bollette.</p>
<p style="text-align: justify;">Come se non bastasse solo il 53% delle famiglie intervistate ha confermato di essere andato in pari con le spese a fine mese mentre il 18,8% non è riuscito riuscito a coprire le spese e ha dovuto attingere ad altre fonti per la copertura e in particolare oltre il 60% ha fatto ricorso ai risparmi, il 15% ha chiesto un prestito a parenti e amici e il 5% ha chiesto un prestito bancario, gli altri hanno rinviato il pagamento.</p>

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		<title>Lavoro, in Italia trovano posto i diplomati e non i laureati</title>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 10:23:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NewsReporter</dc:creator>
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		<category><![CDATA[censis]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217; Italia è sempre un passo indietro degli altri o ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/03/giovani_lavoro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10782" title="giovani_lavoro" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/03/giovani_lavoro-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>L&#8217; Italia è sempre un passo indietro degli altri o addirittura le cose succedono al contrario in confronto agli altri Paesi.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217; ultimo allarme arriva dal<strong> Censis </strong>e riguarda i giovani italiani. Secondo gli ultimi dati sembra che nel complicato mondo del lavoro in cui sempre meno spazio è disponibile per i giovani, hanno più opportunità quelli che hanno un diploma che quelli che hanno una laurea. Questo mette al centro delle polemiche il sistema formativo e soprattutto l&#8217; interazione tra i giovani, le università e le aziende.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Italia solo il 66,9% dei<strong> laureati </strong>tra i 25 e i 34 anni di età riesce a trovare lavoro contro una media europea dell&#8217;84% e punte dell&#8217; 88% della Germania e dell&#8217;88,5% del Regno Unito. La percentuale sale se si parla di giovani nella stessa fascia di età che invece hanno un<strong> diploma </strong>nel loro curriculum. In questo caso la percentuale sale al 69,5%e questo succede spesso a causa di un&#8217; età che diventa troppo avanzata per i laureati che vogliono entrare nel mondo del lavoro.</p>

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		<title>Investimenti nel Mattone: Secondo il Censis riprende la corsa</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 17:11:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NewsReporter</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Economia e Lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[investimento]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo la crisi che ha investito il settore negli ultimi ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="TEXT-ALIGN: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-2801" title="mutui-casa" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2010/02/mutui-casa-300x223.jpg" alt="mutui-casa" width="300" height="223" />Dopo la crisi che ha investito il settore negli ultimi anni, gli italiani sono pronti per rimonciare la corsa al mattone.</div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify"> </div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify">L&#8217; inversione di tendenza si evince dai dati di una recente indagine compiuta dal <strong>Censis</strong>, secondo cui resta molto alta la fiducia delle famiglie nell’investimento immobiliare, per il 2010 è previsto un leggero aumento delle vendite pari al +3,4%. Secondo la ricerca l&#8217; investimento in un immobile è considerato dalla maggior parte degli italiani un buon investimento dove impiegare i propri risparmi.Il 22,7% degli italiani ritiene che il mattone sia l&#8217; investimento giusto mentre il 21,8% pensa che i risparmi debbano restare sul conto corrente e l’8,5% che giudica giusto acquistare azioni e quote di fondi di investimento. Il 39,7% ha dichiarato di non avere risparmi. Le famiglie più convinte dal mattone sono quelle in cui la persona di riferimento ha un&#8217;età comresa tra 45 e 54 anni. </div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify"> </div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify">Mentre il punto centrale restano i prezzi, visto che l&#8217;analisi ha evidenziato che alla crisi non è corrisposto un calo dei prezzi delle abitazioni.</div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify"> </div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify">Secondo <strong>Giuseppe Roma</strong>, direttore generale del Censis: &#8220;Il comparto edilizio-immobiliare ha dimostrato una eccezionale solidità ma ora non basta più. Non può perdere l’enorme disponibilità di risorse dei risparmiatori. Gli italiani vorrebbero investire in immobili, ma la tassazione è ingiusta ed elevata, e i prodotti edilizi su piazza non sono coerenti. Così molti italiani decidono di comprare in Francia monolocali di 20 o 30 mq che rendono più del 5%. Nessun investimento finanziario garantisce oggi tassi del genere&#8221;.</div>

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		<title>Confcommercio: consumi fermi, famiglie rinunciano all&#8217; essenziale</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 21:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NewsReporter</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Confcommercio ha dichiarato che la lunga onda d&#8217; urto ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-1977" title="supermercato" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2009/12/supermercato-300x225.jpg" alt="supermercato" width="300" height="225" />La <strong>Confcommercio</strong> ha dichiarato che la lunga onda d&#8217; urto della crisi economica potrebbe frenare i consumi che saranno fermi ancora per molti mesi.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Secondo la Confcommercio una famiglia su quattro potrebbe trovarsi costretta a rinunciare all&#8217;essenziale. Queste sono le dichiarazioni che la Confcommercio ha fatto nel suo &#8216;Outlook dei consumi&#8217; elaborato con il <strong>Censis,</strong> dove si sottolinea anche il fatto che la continua incertezza economica e le brutte notizie finanziarie che si susseguono possono bloccare ancora di più il clima di fiducia delle famiglie che raggiunge il minimo dal gennaio 2009.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Il 68% delle famiglie ha dichiarato che per i prossimi mesi i consumi saranno stabili, mentre molte famiglie hanno pensato già a posticipare alcune spese che erano in programma, il 27% rinvieràa le spese di ristrutturazione della casa.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">La stessa cosa vale per l&#8217; acquisto degli elettrodomestici, per i nuovi mobili di casa e la nuova auto. In questo caso un quarto delle famiglie ha dovuto rinunciare all&#8217;essenziale mentre una buona metà ha razionalizzato le spese ed eliminato il superfluo.</p>

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