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	<title>Worky &#187; Sicurezza sul lavoro</title>
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	<description>Annunci e notizie lavoro, Finanza, Economia, Soldi &#124; Worky.biz</description>
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		<title>Worky.biz - Lavoro nero e sicurezza...</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 10:44:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmen Sacchetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Post in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza sul lavoro]]></category>

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Quante volte abbiamo sentito dire al telegiornale che un lavoratore ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5428" title="lavoro-nero" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2010/07/lavoro-nero1.jpg" alt="lavoro-nero" width="300" height="198" /></p>
<p>Quante volte abbiamo sentito dire al telegiornale che un lavoratore è morto durante il suo primo giorno di lavoro? In realtà molto spesso si tratta di un lavoratore a nero, che non era registrato. Il datore di lavoro, dicendo che era il  primo giorno dell&#8217;operaio, si tutela da ogni rischio connesso allo sfruttamento del lavoro nero poiché <strong>l’ art. 39 del D.L.  112 del 25 giugno 2008</strong>, convertito in legge il 6 agosto 2008, ha istituito <strong>il libro unico del lavoro </strong>dove sono iscritti i dati dei lavoratori. Questi dati possono essere compilati <strong>entro il giorno 16 del mese successivo</strong> all’assunzione di un nuovo lavoratore.<br />
Si intuisce facilmente come in questo modo si possa  aggirare la legge.</p>
<p>I lavoratori in nero non hanno diritti e possono  facilmente essere sottomessi a ricatti.  Inoltre spesso si è assistito a casi in cui il lavoratore non in regola vittima di un incidente non è stato soccorso in tempo, proprio per la paura dei suoi colleghi o del suo datore di lavoro di finire nei guai con la legge.</p>
<p>Secondo le stime dell’Istat i lavoratori sommersi sono <strong>circa 3 milioni</strong> e creano un valore aggiunto per l’economia compreso <strong>tra i 255 e i 275 miliardi di euro</strong>.</p>
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		<title>Worky.biz - Sicurezza sul lavoro: abbiglia...</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 12:51:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmen Sacchetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza sul lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[L’abito non farà il monaco ma certamente fa la differenza ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-5286" title="Sicurezza" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2010/07/Sicurezza1-300x179.jpg" alt="Sicurezza" width="300" height="179" />L’abito non farà il monaco ma certamente fa la differenza quando si tratta di lavorare in condizioni di sicurezza. Un datore di lavoro responsabile deve provvedere a equipaggiare i suoi dipendenti con l’abbigliamento conforme agli standard di protezione. In questi casi risparmiare significa mettere a rischio l’incolumità dei lavoratori.<br />
Tra gli accessori indispensabili troviamo :</p>
<p>-le scarpe antinfortunio con le suole rinforzate, così che non possano essere trafitte da chiodi.<br />
- I giubbotti catarifrangenti per lavorare sicuri di essere visti.<br />
- I guanti per non entrare in contatto con sostanze pericolose.<br />
- Le mascherine per non respirare gas tossici.<br />
- L’ elmetto per riparare il capo da cadute accidentali di oggetti.<br />
- Gli occhiali di protezione per riparare gli occhi da scintille e schegge.</p>
<p>I lavoratori devono essere consapevoli che questo tipo di abbigliamento permette di evitare infortuni gravi. Con una corretta informazione e quando necessario anche sanzionando chi non rispetta le regole, si può costruire una cultura dell’abbigliamento adatto per lavorare.<br />
Certamente sarebbe più comodo per un carpentiere lavorare sotto il sole in ciabatte e maglietta, ma in nome della sicurezza si deve fare uno sforzo per cambiare abitudini.</p>
<p>Cosa ne pensate, a che punto siamo in Italia?</p>
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		<title>Worky.biz - Infortuni sul lavoro: ecco com...</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 07:18:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Zedda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[inail]]></category>
		<category><![CDATA[infortuni e malattie]]></category>
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		<category><![CDATA[infortuni lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Di infortuni sul lavoro si è parlato spesso negli ultimi ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-774" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="infortuni sul lavoro" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2009/09/0918-work-related-accidents.jpg" alt="infortuni sul lavoro" width="180" height="230" />Di<strong><em> infortuni sul lavoro</em></strong> si è parlato spesso negli ultimi mesi, soprattutto perché ne sono capitati tanti e in alcuni casi davvero gravi. Ecco perché in questo articolo illustreremo tutto quello che il lavoratore e datore di lavoro devono fare nel caso in cui si verifichi sul lavoro un <em>incidente</em>, o <em>malattie</em> che impediranno la prestazione del servizio.</p>
<p>Regolata dalle norme del <em>Testo Unico, decreto del Presidente della Repubblica n. 1124 del 1965, decreto legislativo n. 38/2000</em>, l’assicurazione contro infortuni e malattie professionali è <strong>obbligatoria</strong>; e’ gestita tramite <strong><em>l’Inail</em></strong>.</p>
<p><em>In caso di infortunio o di malattia professionale</em> il lavoratore deve informare il datore di lavoro. Nel primo caso lo si dovrà fare immediatamente, nel secondo caso entro<em> 15 giorni </em>dal manifestarsi dei sintomi che renderanno impossibile al lavoratore di recarsi a lavoro.</p>
<p><em>Il datore di lavoro </em>dovrà inviare all’Inail entro <em>2 giorni </em>nel caso di infortunio e<em> 5</em> nel caso di malattia, una denuncia che attesti la situazione. Se <em>l’infortunio è stato mortale</em>, è necessario inviare comunicazione all’Inail entro 24 ore.</p>
<p>E’ da considerarsi infortunio di lavoro anche<strong> l’infortunio in itere</strong>, ossia gli eventuali incidenti che si possono verificare durante il viaggio di andata e ritorno dal luogo di lavoro. Si tratta in ogni caso di situazioni particolari. E’ inoltre importante ricordare che qualora un lavoratore non assicurato si infortunasse sul lavoro, avrebbe comunque diritto ad usufruire delle prestazioni erogate.</p>
<p><strong>Aspetti economici</strong></p>
<p>La legge prevede che il datore di lavoro debba pagare al lavoratore il <strong>100%</strong> della retribuzione nella giornata in cui è avvenuto l’infortunio o si sono mostrati i primi sintomi della malattia.</p>
<p>Per i restanti tre giorni dovrà versargli il <strong>60%</strong> della retribuzione quotidiana.</p>
<p><em>L’Inail entra in gioco dal 4° giorno</em>. Dovrà infatti pagare da quel momento il lavoratore fino alla guarigione clinica e senza limiti di tempo.</p>
<p>Dal <em>91°</em> giorno sino alla guarigione l’indennità viene aumentata al <strong>75% </strong>a favore del dipendente infortunato o malato.</p>
<p>Nel caso in cui l’infortunio abbia causato un’inabilità, è prevista una rendita per inabilità permanente, che varierà in base al grado accertato.</p>
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		<title>Worky.biz - Sicurezza sul lavoro, arriva l...</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 10:09:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>JavaJunkie</dc:creator>
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Arriva la Patente a Punti!, ma non stiamo parlando di ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-179" title="patente_a_punti_edilizia" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2009/08/patente_a_punti_edilizia.jpg" alt="patente_a_punti_edilizia" width="324" height="230" /></strong></p>
<p><strong>Arriva la Patente a Punti!</strong>, ma non stiamo parlando di quella già introdotta per la guida, ma della <strong>Patente a Punti</strong> per quanto riguarda la <strong>Sicurezza sul lavoro dell&#8217;Edilizia!.</strong></p>
<p>La <strong>Patente a Punti</strong> è stata creata per verificare l&#8217;<strong>idoneità tecnico-professionale sia delle imprese che dei lavoratori autonomi edili.</strong></p>
<p>Questa <strong>Patente a Punti</strong> porterà <strong>grandi vantaggi a tutti!<br />
</strong><br />
<strong>-Ai lavoratori</strong>, in quanto avranno <strong>maggiore sicurezza sul lavoro</strong>, e alla quale verranno riconosciuti i loro diritti.<br />
<strong>-Agli imprenditori</strong>, che non avranno più la paura di dover <strong>subire una concorrenza sleale.<br />
-Ai cittadini</strong>, in quanto si <strong>eviteranno di subire delle tremende tragedie</strong> come quella che è capitata alcuni mesi fa in <strong>Abruzzo.</strong></p>
<p><strong>Giuseppe Moretti, Segretario Generale FeNEAL-UIL, dichiara:</strong><em> &#8220;la <strong>Patente a Punti per l’Edilizia</strong> è una risposta concreta ad una precisa richiesta dei sindacati. In un momento di crisi forte potrebbe esser un’arma in più per sfoltire la giungla di imprese improbabili e spesso ambigue e per dare lavoro e prospettive a quelle sane e corrette. </em></p>
<p><em>Spesso dietro una parvenza di incompetenza si cela concorrenza sleale, lavoro nero, meno sicurezza sul lavoro e talvolta inquinamento criminale. </em></p>
<p><em>Ora però serve un testo rigoroso e preciso: i requisiti per avere e conservare la patente a punti debbono favorire piccole imprese capaci e rispettose di quella trasparenza che è fondamentale per il lavoro ed una sana economia”.</em></p>
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