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	<title>Worky.biz &#124; Notizie dal mondo del lavoro &#187; Leggi sul lavoro e Sindacati</title>
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	<description>Annunci Lavoro, Notizie, Finanza, Economia, Soldi &#124; Worky.biz</description>
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		<title>Dati evasione Canone Rai</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:24:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno studio condotto da KRLS Network of Business Ethics, per ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2012/02/canone-rai.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17322" title="canone-rai" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2012/02/canone-rai-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Uno studio condotto da KRLS Network</strong> of Business Ethics, per conto di Contribuenti.it, Magazine dell&#8217;Associazione Contribuenti Italiani, ha rivelato che il canone Rai sarebbe la tassa più evasa nel Belpaese.</p>
<p><strong>Dalla ricerca, i cui risultati sono stati</strong> resi noti prima della scadenza del pagamento del canone, emerge che l&#8217;evasione del Canone RAI delle famiglie si attesta intorno al 41% con punte che arrivano fino all’ 87% in alcune regioni quali Campania, Calabria e Sicilia, mentre l’evasione delle imprese si attesta intorno al 96%.</p>
<p><strong>In termini di imposta evasa</strong>, si stima che ogni anno le famiglie italiane evadano 550 MLN di euro. Ma in Italia esistono due canoni: quello ordinario, dovuto dalle famiglie, e quello speciale, dovuto dalle imprese, lavoratori autonomi, enti pubblici, enti pubblici non economici, enti privati.</p>
<p><strong>Se il canone ordinario</strong> e&#8217; dovuto per il possesso di &#8220;apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni&#8221;, il canone speciale si paga anche per il possesso di computers e/o monitors e altri apparecchi multimediali (videofonino, videoregistratore, iPod, sistemi di videosorveglianza, ecc.) posseduti dalle imprese o enti pubblici o privati.</p>
<p><strong>Insomma con il canone speciale</strong> si realizzerebbe un ulteriore costo a carico delle imprese e anche se da più parti si invoca da anni l’abolizione di questa tassa, con la crisi economica in atto si dubita molto che questa venga cancellata. L&#8217;evasione del canone RAI delle famiglie, invece, che già nel 2005 ammontava al 22%, è balzata, nel 2011, al 43% (contro l&#8217;8% della media europea) e si stima che nel 2012 arriverà al 46%.</p>
<p><em>Fonte immagine: televisionando.it</em></p>

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		<title>Assunzioni a tempo indeterminato legge 407/90</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 09:47:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La legge 407/90 è una norma nazionale che garantisce il ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2012/01/contrattoassunzione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16737" title="contrattoassunzione" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2012/01/contrattoassunzione-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>La legge 407/90 è una norma nazionale</strong> che garantisce il diritto di un’assunzione a tempo indeterminato a chi si trova in stato di disoccupazione o in Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria da almeno 24 mesi. La norma prevede l’abbattimento, per 36 mesi, degli oneri di assunzione a carico del datore di lavoro.</p>
<p><strong>Gli oneri contributivi vengono abbattuti</strong> del 50% che diventano il 100% se le assunzioni di disoccupati avvengono in regioni del Sud Italia.</p>
<p><strong>Per beneficiare di questa norma il lavoratore deve</strong> essere iscritto alle liste di disoccupazione del centro per l’impiego del proprio comune di residenza.</p>
<p><strong>Il requisito della disoccupazione si perde</strong> se nell’arco dell’anno solare si è svolta attività lavorativa per almeno sei mesi con superamento del reddito di 8 mila euro, ciò vale per quanto riguarda il lavoro dipendente e attività di collaborazioni coordinate e continuative o contratti a progetto, mentre in caso di lavoro autonomo il limite di reddito per la perdita degli anni di disoccupazione può scendere a 4800 euro.</p>
<p><strong>La legge 407/90 è assimilata anche</strong> a norme regionali che possono disporre una modifica dei livelli di reddito oltre il quale si perde il requisito degli anni di disoccupazione. Per fruire dell’abbattimento dei contributi il datore di lavoro non deve aver effettuato, nei sei mesi che precedono l’assunzione, licenziamenti per giusta causa o per non superamento del previsto periodo di prova.</p>
<p><em>Fonte immagine: impresalavoro.eu</em></p>

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		<title>Manovra governo Monti su pensioni</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 09:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’ennesima manovra del Governo Italiano si è tradotta con l’ennesimo ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/12/fantozzi-va-in-pensione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16276" title="fantozzi-va-in-pensione" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/12/fantozzi-va-in-pensione-219x300.jpg" alt="" width="219" height="300" /></a>L’ennesima manovra del Governo Italiano</strong> si è tradotta con l’ennesimo aumento delle tasse e con interventi sulle pensioni. L’anzianità contributiva per le donne passa a 41 anni, mentre per gli uomini a 42. Le nuove regole entreranno in vigore a gennaio 2012.</p>
<p><strong>Dopo il varo delle norme sul sistema pensionistico</strong> il ministro del Welfare Elsa Fornero è scoppiata in lacrime facendo capire che l’esecutivo è consapevole dei sacrifici chiesti agli italiani, ma che non si poteva fare altrimenti per salvare l’Italia e l’Euro.</p>
<p><strong>Durante la conferenza stampa </strong>per spiegare i dettagli della manovra finanziaria del Governo Monti, si è parlato anche che dai nuovi introiti delle tasse si studieranno soluzioni per  favorire l’ingresso nel mondo del lavoro di giovani e donne.</p>
<p><strong>Ma su questo punto </strong>sorgono forti dubbi ed anche evidenti contraddizioni dovute al fatto che con l’innalzamento dell’età pensionabile si libereranno sempre meno posti di lavoro. L’Italia si allinea alla media europea in fatto di età pensionabile, ma non lo fa per quanto riguarda l’imposizione fiscale che è arrivata a superare il 40% contro il 20% della media europea.</p>
<p><strong>Il nostro Paese continua a </strong>percorrere la strada degli errori e dell’inevitabile fallimento di un sistema che da qualsiasi parte politica lo si voglia vedere continua a fare sempre le stesse cose: innalzare  gli anni di contributi per la pensione e mettere tasse.</p>
<p><strong>Il rischio di questo sistema</strong> è che se i giovani entreranno nel mercato del lavoro dopo i 30 anni, probabilmente rischieranno di non averla una pensione; dovranno augurarsi di essere ancora in vita a 80 anni e con questo quadro ci viene in mente una scena del film “Fantozzi va in pensione” in cui a un gruppo di pensionati si offre un viaggio con mezzi pericolanti sperando che i poveri vecchietti muoiano prima di aver maturato il diritto alla pensione.</p>
<p><strong>La paradossale</strong> finzione cinematografica, di questo passo, rischia di trasformarsi in tragica realtà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Fonte immagine:Filmdb.tv</em></p>

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		<title>Incentivi assunzioni al Sud</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 14:41:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Decreto Sviluppo dello scorso maggio (decreto legge n. 70 ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/10/disoccupazione.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-15034" title="disoccupazione" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/10/disoccupazione.jpg" alt="" width="292" height="200" /></a>Il Decreto Sviluppo</strong> dello scorso maggio (decreto legge n. 70 del 13 maggio 2011) prevede un Credito d&#8217;imposta per ogni lavoratore &#8220;svantaggiato&#8221; o &#8220;molto svantaggiato&#8221; assunto a tempo indeterminato, in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Molise, Sardegna e Sicilia.</p>
<p><strong>I benefici erano effettivi</strong> a partire dalle assunzioni del 14 maggio scorso, cioè a partire dal giorno di entrata in vigore dello stesso decreto.</p>
<p><strong>Ma inspiegabilmente</strong>, ad oggi, non è stato emanato il regolamento attuativo, nè l&#8217;Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo per consentire l&#8217;utilizzo in compensazione tramite il modello F24 del credito d&#8217;imposta previsto dal DL 70/2011 (Decreto Sviluppo), per le imprese che assumono lavoratori &#8220;svantaggiati&#8221; o &#8220;molto svantaggiati&#8221;.</p>
<p><strong>Per ogni &#8220;lavoratore svantaggiato&#8221;</strong> assunto al Sud, al datore di lavoro spetterebbe un credito d&#8217;imposta pari al 50% dei costi salariali sostenuti nei 12 mesi successivi all&#8217;assunzione. Nel caso dei lavoratore &#8220;molto svantaggiato&#8221;, ovvero che non lavora da 24 mesi, il credito d&#8217;imposta del 50% dei costi salariali riguarda i 24 mesi successivi all&#8217;assunzione.</p>
<p><strong>La notizia è stata resa nota</strong> dall’Associazione dei Contribuenti Italiani e rivela come ormai in Italia sia abitudine consolidata la mancata applicazione di leggi e interventi che potrebbero risolvere problemi annosi e drammatici come quelli della disoccupazione al Sud.</p>
<p><strong>Anzi, secondo l’indagine </strong>condotta da KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it è emerso che, nel 2011, l&#8217;economia del Mezzogiorno è regredita del 4,7% e, contestualmente, sono aumentate del 69% le difficoltà di accesso al lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fonte immagine</strong>: Migliorblog.it</p>

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		<title>Pensioni d’oro in Sicilia</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 08:06:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ha suscitato scalpore e polemiche la notizia che, in Sicilia, ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/10/pensionidoro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15025" title="pensionidoro" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/10/pensionidoro-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Ha suscitato scalpore e polemiche </strong>la notizia che, in Sicilia, qualche funzionario del Palazzo sarebbe andato in pensione con una rendita di più di 1300 euro al giorno. La notizia è scioccante e l’indignazione, ma anche la rabbia dei comuni cittadini e dei pensionati “poveri” ci sta tutta.</p>
<p>Dei legali<strong> esperti in materia pensionistica</strong> hanno svelato le ragioni dell’esistenza di pensioni così alte per certi funzionari siciliani: non si tratta di sprechi di risorse, di abusi o di mancanza di rispetto nei confronti delle pensioni più basse, ma semplicemente di diritti perfettamente legali e previsti dallo Statuto della Regione siciliana.</p>
<p><strong>La spiegazione, comunque, </strong>non soddisfa nessuno, ma apre un grande spiraglio di verità sulla reale esistenza dello Statuto siciliano. Dopo anni e anni in cui si invoca la reale autonomia della Sicilia (salvo poi pretendere gli aiuti “assistenziali” dello Stato centrale e dell’Europa), si comprende che attraverso la Statuto speciale attribuito alla Sicilia, i politici della Regione hanno il potere di legiferare come gli pare in materia di stipendi e pensioni.</p>
<p><strong>Eccola, dunque, la vera ragione</strong> dello Statuto speciale in Sicilia: potersi aumentare le pensioni e gli stipendi  a piacimento e in maniera perfettamente legalizzata,  senza che nessuno possa fare nulla od opporsi invocando una vera o presunta illegalità.</p>
<p><strong>Certo che i “padri” dello Statuto </strong>più che dei genitori coscienziosi verso il popolo siciliano, sono stati dei padri snaturati. Ma a parte queste considerazioni sarebbe giusto che il popolo di Sicilia non stesse a guardare e chiedesse a gran voce la modifica dello Statuto, così come in Parlamento si chiede da tempo la modifica della Costituzione.</p>
<p>&nbsp;</p>

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		<title>La certificazione medica: dal 13 solo online</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 07:16:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Zedda</dc:creator>
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		<category><![CDATA[certificato malattia]]></category>
		<category><![CDATA[certificato malattia online]]></category>
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Quanto ne abbiamo sentito parlare negli ultimi mesi? Bene ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/09/certificato-di-malattia1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-14359" title="certificato-di-malattia" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/09/certificato-di-malattia1-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Quanto ne abbiamo sentito parlare negli ultimi mesi? Bene pare che si sia finalmente giunti ad una soluzione: l’esclusivo invio telematico delle certificazioni di malattia.</p>
<p>L’invio online del documento diventerà regola da domani 13 settembre 2011, per lo meno per tutti i medici convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale.</p>
<p><strong>Medico e dipendente</strong></p>
<p>Il medico, secondo le disposizioni INPS non sarà più tenuto a rilasciare copia cartacea del certificato al richiedente, che lo avrebbe in seguito consegnato al datore di lavoro, ma dovrà consegnargli piuttosto un certificato contenente la diagnosi.</p>
<p>Il dipendente dovrà piuttosto comunicare al datore di lavoro, entro il secondo giorno dall’inizio della malattia, il proprio nome ed il numero del protocollo identificativo del certificato di malattia compilato dal proprio medico. La comunicazione potrà avvenire in diverse forme, ma quella che pare preferiscano i datori di lavoro è la via virtuale (tramite l’invio di email) o cartacea (tramite l’invio di un fax). Ovviamente il dipendente che non abbia la possibilità né di inviare una mail, né di inviare un fax, potrà fare una cara vecchia chiamata telefonica.</p>
<p><strong>Casi speciali</strong></p>
<p>In ogni caso, il dipendente dovrà avvisare della propria assenza fin dal primo giorno dell’inizio o della continuazione della propria malattia. Inoltre dovrà inviare un certificato cartaceo in caso di ricovero ospedaliero o di degenze in pronto soccorso o nel caso in cui gli venga consegnato un certificato medico cartaceo da parte di un medico specialista non abilitato all’invio telematico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Insomma cambiamenti che chiudono l’era delle certificazioni cartacee e aprono quella delle comunicazioni virtuali.</p>
<p>&nbsp;</p>

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		<title>Obbligo Pec per le aziende</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 16:38:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Pec ( Posta elettronica certificata) è una casella email ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/09/PEC.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14350" title="PEC" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/09/PEC-300x177.jpg" alt="" width="300" height="177" /></a>La Pec ( Posta elettronica certificata)</strong> è una casella email avente il valore legale di una raccomandata. Il gestore di questa casella, infatti, invierà al mittente, una ricevuta di avvenuta o mancata trasmissione del messaggio. Con la Pec si può anche certificare il contenuto inviato, usando un dispositivo di firma digitale.</p>
<p><strong>Con il decreto legge 185/2008</strong> ( decreto anticrisi), convertito con la legge 2/2009, le aziende e i professionisti sono obbligati a dotarsi di una casella di posta elettronica certificata. Per le società di nuova costituzione e per la Pubblica Amministrazione l’obbligo è immediato, per le società costituite prima del 29 novembre 2008 la Pec dovrà essere attivata entro il 29/11/2011.</p>
<p><strong>Tutte le aziende dovranno comunicare</strong> il proprio indirizzo Pec al Registro Imprese presso la  Camera di Commercio dove ha sede legale l’attività. Per i privati e le ditte individuali la  Pec non è obbligatoria, ma soltanto consigliata. L’obbligo della Pec vale anche per i professionisti iscritti all’Albo che dovevano comunicare all’Ordine di appartenenza il proprio indirizzo Pec entro il 29 novembre del 2009.</p>
<p><strong>La Pec va usata nei rapporti </strong>con la  Pubblica amministrazione ed ha lo scopo di snellire e velocizzare i rapporti con i pubblici uffici consentendo una riduzione dei tempi di attesa per le pratiche e un risparmio dei costi di spedizione delle raccomandate cartacee.</p>

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		<title>Interventi sulle pensioni</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 08:13:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leggi sul lavoro e Sindacati]]></category>
		<category><![CDATA[blocco pensioni di anzianità]]></category>
		<category><![CDATA[pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[riduzione della spesa pensionistica]]></category>
		<category><![CDATA[tagli alle pensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[La grave situazione di crisi finanziaria che obbliga il Governo ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/08/elemosina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13908" title="elemosina" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/08/elemosina-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>La grave situazione di crisi </strong>finanziaria che obbliga il Governo ad attuare al più presto il pareggio di bilancio costringe ad anticipare molti degli interventi previsti nella manovra di luglio.</p>
<p><strong>Tra questi spiccano  i temuti interventi sulle pensioni </strong>dove si pensa di bloccare fino a 18 mesi le pensioni di anzianità e di stabilire già fin dal 2012 l’allungamento dell’età pensionabile per le donne. Gli interventi che si pensa di attuare dovrebbero anche riguardare le donne del settore privato e le pensioni di reversibilità per il coniuge ed i superstiti.</p>
<p><strong>Insomma un duro colpo</strong> per chi ha maturato il diritto alla pensione con i sacrifici e il lavoro di una vita. Ma per ora si pensa solo di fare, ma non si è ancora fatto: i sindacati rifiutano simili interventi che potrebbero accettare solo a patto di misure decise sul fronte dei tagli ai costi della politica e della burocrazia e sul fronte fiscale con  l’aumento dell’Iva e della tassazione di rendite e patrimoni.</p>
<p><strong>Per il Governo la sfida si presenta</strong> molto difficile. Il problema è che non si può rischiare sempre di far pagare i cittadini. Se si bloccano le pensioni, intere fasce deboli si ridurranno allo stato di povertà, se cresce l’Iva molte aziende saranno costrette a chiudere.</p>
<p><strong>Nessuno forse si è accorto</strong> che anche lo Stato italiano, come molte nazioni europee , sta fallendo o, forse, è già fallito, ma stavolta si spera che paghino i governanti che non sanno fare il loro mestiere piuttosto che i cittadini che non c’entrano nulla.</p>

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		<title>Pensioni baby e vitalizi dei parlamentari</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 08:22:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leggi sul lavoro e Sindacati]]></category>
		<category><![CDATA[pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[pensioni baby]]></category>
		<category><![CDATA[pensioni inps]]></category>
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		<description><![CDATA[Acceso dibattito alla Camera dei Deputati per l’abolizione dei vitalizi ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/08/baby-pensioni.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13796" title="baby-pensioni" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/08/baby-pensioni-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a>Acceso dibattito alla Camera dei Deputati</strong> per l’abolizione dei vitalizi dei parlamentari, cioè rendite a vita che andrebbero sostituite con pensioni erogate dall’Inps.</p>
<p><strong>Il diritto al vitalizio si acquisisce </strong>anche con una sola o più  legislature. Se passasse questa decisione, i vitalizi dei parlamentari si trasformerebbero nelle cosiddette pensioni baby, ovvero quelle acquisite solo con pochi anni di contribuzione.</p>
<p><strong>L’associazione dei consumatori Aduc</strong> ha fatto i conti del peso, non indifferente,  che i privilegi dei politici hanno sull’economia italiana in fatto di eccesso di spesa pubblica che dissangua le casse statali e non permette un adeguato sviluppo del Paese.</p>
<p><strong>Le pensioni baby </strong>sono piu&#8217; di mezzo milione e costano qualcosa come 9,4 miliardi di euro l&#8217;anno. Queste sono distribuite prevalentemente a Nord e nel pubblico impiego. I pensionati baby sono quelli che con 15 anni di servizio acquisivano il diritto alla pensione. I vitalizi degli ex-parlamentari che sono 2.238 (piu&#8217; un migliaio di reversibilita&#8217;)  costano 218 milioni di euro l’anno, con evidente sproporzione tra gli importi delle due differenti voci di spesa.</p>
<p><strong>La trasformazione dei vitalizi</strong> in pensioni Inps, dunque, allargherebbe ancora di più il già vasto bacino dei pensionati prematuri o baby, con il risultato che il paventato provvedimento dei nostri legislatori si tramuterebbe nella solita presa in giro che risolve le cose solo all’apparenza e mai nella sostanza.</p>
<p>&nbsp;</p>

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		<title>Pensioni Inps: recupero della quattordicesima</title>
		<link>http://www.worky.biz/13779/pensioni-inps-recupero-della-quattordicesima.html</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 15:55:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba</dc:creator>
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		<category><![CDATA[pensionati]]></category>
		<category><![CDATA[pensione]]></category>
		<category><![CDATA[pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[pensioni inps]]></category>
		<category><![CDATA[recupero quattordicesima]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Inps ha annunciato il recupero della quattordicesima relativa al 2008 ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/08/LogoInps.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13784" title="LogoInps" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/08/LogoInps.jpg" alt="" width="280" height="200" /></a>L’Inps ha annunciato</strong> il recupero della quattordicesima relativa al 2008 creando disagi ai pensionati al minimo.</p>
<p><strong>Si tratta di cittadini in pensione</strong> che presumibilmente non hanno presentato i redditi 2008, o perché non sapevano di doverlo fare o perché nessuno glieli ha chiesti.  Lo rende noto il Partito dei Pensionati in una nota stampa. Le somme richieste dall’Inps vanno da 316 a 504 euro, da recuperare in  cinque rate.</p>
<p><strong>La procedura, però, lascia in difficoltà</strong> i pensionati con pensioni modeste che non permettono di sopportare ulteriori prelievi di denaro oltre a quelli consueti che si presentano ogni mese.</p>
<p><strong>La richiesta dell’Inps nasce</strong> da un ennesimo inghippo burocratico: nel 2008 il limite di reddito per avere la quattordicesima intera era di 8.649,42 euro, ma non avendo ricevuto la comunicazione dei redditi da parte dei pensionati aventi diritto,  l’Inps chiede indietro le somme già erogate.</p>
<p><strong>Contro questa nuova</strong> richiesta dell’Inps, che viene inoltrata ai pensionati, attraverso una comunicazione scritta, è possibile presentare ricorso. E’ necessario anche inviare all’Inps le dichiarazioni dei redditi che vanno dal 2008 al 2011. Il Partito Pensionati, però,  ritiene che l’Inps farebbe bene a porre un termine, per gli interessati, per la consegna dei redditi, presuntamente non presentati, prima di procedere a qualsiasi recupero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fonte immagine:</strong> servizi.inps.it</p>

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