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	<title>Worky.biz &#124; Notizie dal mondo del lavoro &#187; Il colloquio</title>
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	<description>Annunci Lavoro, Notizie, Finanza, Economia, Soldi &#124; Worky.biz</description>
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		<title>Come ottenere un colloquio di lavoro</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 10:03:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2012/01/colloquio-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16964" title="colloquio-1" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2012/01/colloquio-1-300x153.jpg" alt="" width="300" height="153" /></a>Spesso, dall’invio del curriculum al colloquio</strong> di lavoro ce ne passa. Come ottenere, dunque, l’occasione di un colloquio di selezione per farsi conoscere e provare a farsi assumere? La strategia da seguire dopo l’invio di tanti Cv a vuoto, è il contatto diretto con l’azienda, sia dal vivo che per telefono.</p>
<p><strong>Per ottenere dei colloqui di lavoro</strong> con questo metodo, si deve provare a rispondere agli annunci di lavoro pubblicati su giornali e quotidiani locali. In questi organi di stampa le imprese pagano per poter inserire i loro annunci e fanno di tutto per proporre offerte serie finalizzate all’incontro con il candidato ideale.</p>
<p><strong>Individuata l’azienda inserzionista</strong>, contattatela per telefono mostrandovi sicuri e rilassati e proponetevi per un colloquio conoscitivo. Le prime battute telefoniche serviranno all’azienda per farsi una prima idea del potenziale candidato. Per cui, anche se state attraversando un momento lavorativo difficile, cercate di non mostrare tensione o disperazione, ma concentratevi sulle vostre esperienze e su quello che avete fatto e sapete fare in modo da trasmettere l’impressione di una persona razionale, equilibrata e affidabile.</p>
<p><strong>Se avete appena perso il lavoro</strong> e avete una famiglia a carico, è chiaro che sarete tesi. Durante il contatto telefonico potrete rivelare all’azienda la vostra situazione, ma sempre in maniera equilibrata, senza mostrare rabbia o frustrazione.</p>
<p><strong>L’equilibrio permette all’interlocutore</strong> di seguire meglio le richieste di chi sta dall’altra parte del telefono inducendolo a mettersi nei suoi panni. Per creare questo tipo di contatto dovete comunicare con fiducia e apertura nei confronti dell’altro. Il mondo del lavoro è cattivo e spietato, ma in mezzo alle mele marce esistono anche quelle buone.</p>
<p><strong>Cercare, contattare e dire chiaramente</strong> e senza paura le cose come stanno potrà permettervi più facilmente di ottenere dei colloqui di lavoro.</p>

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		<title>Come presentarsi a un colloquio di lavoro</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 07:47:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il colloquio di lavoro è il passaggio fondamentale  da compiere ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/10/tailleur-per-colloqio-lavoro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14855" title="tailleur per colloqio lavoro" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/10/tailleur-per-colloqio-lavoro-236x300.jpg" alt="" width="236" height="300" /></a>Il colloquio di lavoro</strong> è il passaggio fondamentale  da compiere per poter sperare in un’assunzione. Di solito segue di alcuni giorni l’invio del Cv e spesso, arriva inaspettato, magari dopo centinaia di curriculum rimasti senza risposta.</p>
<p><strong>Per questo, il colloquio</strong>, anzi ogni colloquio di lavoro, va studiato e preparato con attenzione. In primo luogo vanno prese delle informazioni sul tipo di azienda, sulla sua attività, sui prodotti e servizi offerti, in modo da apparire perfettamente consapevoli e integrati con le domande poste dai selezionatori.</p>
<p><strong>La seconda tattica è fondamentale</strong>: restare calmi e mostrarsi non diciamo sicuri di sé, ma almeno naturali. La terza strategia è lo stile, ovvero l’abbigliamento e il look. Quest’ultimo va studiato tenendo conto della propria personalità e del tipo di lavoro che si andrà a svolgere. In caso di colloquio per un ruolo amministrativo o di addetto di segreteria, andrà bene un abbigliamento casual, con giacca e cravatta per i ragazzi e tailleur da ufficio per ragazze.</p>
<p><strong>Questo stile può essere </strong>adottato anche in colloqui di lavoro per posizioni dirigenziali o manageriali. Per ruoli creativi, come grafica pubblicitaria o web, ci si può presentate al colloquio con uno stile semplice, fatto di pantaloni dritti e maglione o camicetta.</p>
<p><strong>Sembrano fesserie, ma spesso</strong> l’abbigliamento ha il potere di rilassare il candidato e di determinare le prime positive impressioni del selezionatore. Sconsigliati i look femminili troppo aggressivi o tesi all’esibizione del proprio corpo. Questi, semmai, sono adatti a selezioni per diventare modelle. Gonna stretch e camicetta, infine, possono andare bene  per colloqui tesi a ricoprire il ruolo di  hostess di eventi o di commessa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fonte immagine:</strong> journaldesfemmes.com</p>

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		<title>Il &#8220;segreto&#8221; per trovare lavoro</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 16:14:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La situazione economica è difficile, molto difficile e trovare lavoro ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/08/colloquio-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14067" title="colloquio-2" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/08/colloquio-2-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" /></a>La situazione economica è difficile</strong>, molto difficile e trovare lavoro sta diventando sempre più una chimera. Ma anche in questo quadro desolante e disperato, bisogna pur sempre coltivare la speranza di andare avanti e di migliorarsi.</p>
<p><strong>Il lavoro va cercato</strong>: sempre, comunque e dovunque e quando capita di essere contattati per un colloquio di selezione bisogna conoscere qualche “dritta” per riuscire a farsi assumere, o almeno per tentare di farsi assumere. Intanto è importante capire che quando ci si propone per un lavoro non sempre  le qualità vengono premiate.</p>
<p><strong>Spesso, a fare la differenza tra un candidato</strong> bravo e uno un po’ meno bravo è la personale convenienza del datore di lavoro ad assumere un determinato profilo.  Insomma per avere la fortuna di essere reclutati all’interno di un’azienda vale la regola dell’essere al posto giusto nel momento giusto.</p>
<p><strong>Per aumentare le possibilità di trovare lavoro</strong>, dunque,  possono essere utili alcuni semplici consigli: rispondete al più presto possibile agli annunci di lavoro che provengono dalla vostra zona di residenza perché così aumenterete le probabilità di essere contattati per un colloquio; individuate le offerte che corrispondono esattamente al vostro profilo e, in caso di contatto per un colloquio conoscitivo, presentatevi mostrandovi calmi e, soprattutto, umili e malleabili.</p>
<p><strong>I datori di lavoro</strong>, infatti, spesso non amano i candidati che mostrano di sapere troppo, ma preferiscono soggetti con un carattere apparentemente remissivo e disposti a seguire facilmente i suggerimenti del capo. Questo atteggiamento non piace a molti candidati, ma può rivelarsi indispensabile per trovare lavoro in un momento in cui questo inizia a scarseggiare troppo.</p>

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		<title>Social network e lettera motivazionale</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 07:56:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Zedda</dc:creator>
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Delle lettere di presentazione abbiamo già parlato in molte altre ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-11045" title="social-networking" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/04/social-networking-web-design.jpg" alt="" width="450" height="331" /></p>
<p>Delle <strong>lettere di presentazione</strong> abbiamo già parlato in molte altre sedi, ricordando quanto una compilazione di queste, ben meditata, sia fondamentale per avanzare di gradino in gradino all’interno del lungo e tortuoso percorso della selezione.</p>
<p>Oggi <strong>Robert Half,</strong> specializzato in <strong>recruiting</strong>, sottolinea in una completa ricerca quanto la lettera di motivazione o di presentazione, quando richiesta e soprattutto quando compilata a dovere, sia capace d’avere sui selezionatori un impatto maggiore rispetto al curriculum vitae. Diventa importante, anzi importantissima anche quando la si allega al proprio profilo professionale all’interno dei più importanti social network pensati e studiati per mettere in contatto lavoratori ed aziende, primo fra tutti <strong>LinkedIn</strong>.</p>
<p>Dunque per far colpo sui recruiter, sarà fondamentale non tanto puntare tutto sul CV, quanto piuttosto curare nel dettaglio la lettera motivazionale. Durante la sua ricerca, Robert Half ha intervistato numerosi manager di tutto il mondo, che per il 71% hanno <strong>dichiarato di dare un grande, grandissimo peso alla lettera motivazionale</strong>, che viene consultata ancora prima di dare uno sguardo al tradizionale CV. Tutto questo è valido specialmente quando si entra in contatto con il candidato tramite social network.</p>
<p>Una buona parte degli intervistati affermano di essere totalmente indifferenti sia al profilo LinkedIn , sia al Curriculum Vitae, ma d’essere interessati esclusivamente alla lettera di presentazione, alla quale è data una priorità assoluta. Il 18% dei recruiter intervistati invece esamina prima il cv, sorvolando sulla lettera d’accompagnamento, mentre solo una piccola percentuale di intervistati osserva il profilo inserito sul social network.</p>
<p><strong>Il segreto? Sta nel mezzo come al solito</strong>: l’obbiettivo di chi cerca un lavoro è quello di giungere alla fase di colloquio e per riuscirci si dovrà curare nei minimi dettagli sia il CV, sia la lettera motivazionale, senza ovviamente dimenticare il proprio profilo social. In quel caso le possibilità di essere contattati per un colloquio aumenteranno esponenzialmente.</p>
<p>&nbsp;</p>

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		<title>Colloquio di lavoro: l’importanza delle referenze</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 18:08:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-9631" title="colloquio-di-lavoro" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/02/colloquio-di-lavoro-300x172.jpg" alt="colloquio-di-lavoro" width="300" height="172" />Il colloquio di lavoro</strong>, è spesso, l’anticamera dell’assunzione. Il più delle volte, però, rischia di trasformarsi nell’anticamera di una pura perdita di tempo, perché magari, il profilo posseduto non corrisponde a quello ricercato o perché semplicemente ci si è presentati in modo sbagliato, impedendo al selezionatore di valutare le nostre effettive capacità.</p>
<p><strong>Esiste un modo, molto semplice</strong>, per mettere sotto gli occhi dell’interlocutore le vostre abilità ed il vostro talento: le referenze. Le referenze sono una lettera che contiene i riferimenti dei precedenti datori di lavoro o dei datori di stage e collaborazioni e informazioni sul rapporto di lavoro e sulle abilità dimostrate.</p>
<p><strong>Questi dati vanno debitamente</strong> inseriti nella lettera di presentazione o nel Curriculum Vitae,  ma per conferire a queste referenze il giusto peso, non bisogna avere paura di chiedere ai precedenti datori di lavoro o formatori un ennesimo giudizio di merito, circostanziato e descrittivo, per iscritto, da presentare al selezionatore anche in sede di colloquio.</p>
<p><strong>Spesso la referenza indicata </strong>nel Cv può bastare a  comprendere la validità del candidato, ma solo nel caso in cui questa sia particolarmente prestigiosa: se la referenza è rappresentata da un’azienda meno conosciuta di quella in cui ci si candida, non sempre potrebbe suscitare l’interesse del reclutatore. Fargli leggere, invece, una bella email con un ottimo giudizio di merito del vostro precedente datore di lavoro, potrebbe, davvero cambiare le sorti del colloquio e trasformarlo da semplice perdita di tempo a reale opportunità professionale.</p>
<p><strong>Fonte immagine:</strong> pourfemme.it</p>

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		<title>Colloquio di lavoro: come difendersi dai “Le faremo sapere”</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 18:04:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Le faremo sapere” sono le tre parole che soventemente vengono ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Le faremo saper</strong><img class="alignleft size-medium wp-image-9587" title="Le-faremo-sapere" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/01/Le-faremo-sapere-300x225.jpg" alt="Le-faremo-sapere" width="300" height="225" /><strong>e” sono le tre parole </strong>che soventemente vengono rivolte a chi affronta dei colloqui di lavoro. Vengono pronunciate, spesso, alla fine del colloquio, per congedare, garbatamente, il candidato. Dietro queste parole, apparentemente gentili e lapidarie, si può nascondere davvero l&#8217;intenzione di un contatto futuro, ma anche un addio o un “ non ci faremo più sentire” .</p>
<p><strong>Per i candidati, di solito</strong>, la frase in oggetto suona quasi sempre stonata o come una vera e propria scortesia, specie se il candidato è un plurilaureato che conosce molte lingue ed ha alle spalle Master o esperienze lavorative lunghe e molto valide.</p>
<p><strong>Una frase del genere </strong>è vissuta quasi sempre come una doccia fredda dal candidato che la percepisce come un educato “No!”.</p>
<p><strong>Senza farla diventare per forza l’anticamera </strong>di un rifiuto, sarebbe meglio che al posto della frase du cui stiamo parlando,  i selezionatori si abituassero ad usare una maggiore sincerità nei confronti dei candidati che affrontano il colloquio,  evidenziando, se è il caso, anche i lati negativi del colloquio stesso per aiutare l’aspirante selezionato a non ripeterli in selezioni successive.</p>
<p><strong>Per evitare di sentirsi ripetere </strong>il fastidioso “le faremo sapere” si consiglia di candidarsi ad offerte di lavoro che rispecchiano esattamente i requisiti del proprio CV; se le trite e ritrite paroline dovessero essere ugualmente pronunciate, non temete di chiedere, sinceramente, al vostro interlocutore come è effettivamente andato il colloquio, senza insistere, naturalmente.</p>
<p><strong>Il vostro interessamento</strong> potrebbe essere visto positivamente dal selezionatore che potrebbe considerarlo anche un segno di caparbietà e determinazione e pensare davvero a farsi risentire ed a ricontattarvi, magari, per una possibile  assunzione.</p>
<p><strong> Fonte immagine:</strong> cyberluke2008.blogspot.com</p>

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		<title>La fiera virtuale del lavoro: 17 e 18 Novembre 2010</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 08:04:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Zedda</dc:creator>
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Quando si dice che il web ci ha cambiato al ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-7789" title="fiera del lavoro online" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2010/11/Home-Google-Chrome.jpg" alt="fiera del lavoro online" width="598" height="353" /></p>
<p>Quando si dice che il web ci ha cambiato al vita! L’idea promossa dalla <strong>Desmo</strong> è davvero interessante e soprattutto si presenta come un’ottima possibilità per il neolaureato o laureato disoccupato di entrare in contatto con aziende e società dislocate in angoli del mondo particolarmente lontani da raggiungere. Il progetto della Desmo dunque è quello di mettere in contatto, virtualmente, tramite l’uso di un pc, di una connessione internet e di una webcam aziende e forza lavoro.</p>
<p>Fino al 17 di novembre chiunque potrà navigare nel sito, approfondendo gli obbiettivi del progetto, scoprendone il funzionamento, ma soprattutto curiosando fra le aziende che parteciperanno a questa <strong>fiera virtuale del lavoro</strong>. Solo chi avrà effettuato registrazione potrà effettivamente aver diritto ad un colloquio con l’azienda per la quale si è dimostrato un certo interesse.</p>
<p>Vediamo nello specifico come funzionerà questa fiera interattiva:</p>
<p>come prima cosa sarà necessario <strong>registrarsi al sito</strong> e durante le giornate del <strong>17 e 18 di novembre 2010 si potrà passeggiare virtualmente fra i padiglioni della fiera</strong> che troverete nella <strong>sezione home</strong>. Chiunque sia alla ricerca di un lavoro potrà visitare i vari espositori con i rispettivi contenuti, iscrivendosi presso gli stand che maggiormente interessano. Se il profilo “<strong>fa macth</strong>” con quello richiesto dall’azienda, si avrà diritto ad un breve colloquio che si svolgerà in video chat. <strong>Ci si dovrà prenotare ed attendere il proprio turno</strong>. Nel padiglione <strong>BIP Match</strong> invece si potrà consultare la lista delle aziende potenzialmente interessate al vostro profilo.</p>
<p>Sarà inoltre presente un’area interamente dedicata alla gestione delle <strong>code per le video chat</strong>, un <strong>box my chat</strong> per avere sotto controllo il proprio elenco colloqui e un <strong>box speedy chat</strong> con un elenco degli espositori con la coda di attesa più breve!</p>
<p>Per chiunque fosse interessato ecco il link: <a href="http://virtualfair.biponline.it/chisiamo.do">http://virtualfair.biponline.it/chisiamo.do</a></p>
<p>Ecco le aziende che parteciperanno all’iniziativa: <a href="http://virtualfair.biponline.it/catalogo.do">http://virtualfair.biponline.it/catalogo.do</a></p>

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		<title>Colloquio: come e quanto parlare di se</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 07:03:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Zedda</dc:creator>
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Succede a tutti, scrivere è ben più semplice d’esporre oralmente. ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6586" title="colloquio" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2010/09/colloquio.jpg" alt="colloquio" width="237" height="149" /></p>
<p>Succede a tutti, scrivere è ben più semplice d’esporre oralmente. E questa preferenza chi più chi meno già la possiede da studente, quando un esame scritto si preferisce mille volte più rispetto ad un esame orale. I problemi proseguono anche in fase di lavoro, <strong>nel momento in cui il curriculum deve essere reso orale</strong>, in fase di colloquio, o nel momento in cui, dopo l’assunzione, una relazione professionale deve essere esposta a chi la dovrà approvare.</p>
<p>Cambiano le situazioni, ma la sostanza resta invariata. E’ la paura del giudizio altrui che intimorisce, e il blocco condiziona spesso in negativo il giudizio di chi ascolta, chiamato a promuovere lo studente, <strong>assumere il disoccupato</strong>, approvare l’eventuale progetto.</p>
<p>Ecco perché esistono delle particolari attenzioni che chiunque desideri rendere la propria esposizione più chiara e coinvolgente,  potrà seguire.</p>
<p>Rendere a tutto l’uditorio chiara la propria esposizione è fondamentale per ricevere approvazione; tutto questo è facilmente raggiungibile per chi utilizza <strong>un linguaggio chiaro</strong>, un <strong>andamento allegro nel ritmo</strong> ed un <strong>lessico vario</strong> e sappia fare buon uso delle <strong>pause espressive</strong>.</p>
<p>Uno degli errori fra i più comuni è relativo alla <strong>fretta</strong> d’esposizione. Presentandosi in fase di colloquio sarà fondamentale scandire le parole, preferendo rinunciare a parte di ciò che si intendeva dire (ovviamente la fetta del discorso meno importante), esponendo con una certa precisione e chiarezza ciò che piuttosto si ritiene fondamentale. Le presentazioni a cascata inondano l’ascoltatore di informazioni che il più delle volte vengono recepite in maniera poco chiara ed incisiva, mentre un’esposizione calma e di sostanza regala all’ascoltatore la convinzione che chi parla è sicuro di se e di quel che dice. Non male in fase di colloquio no?</p>
<p>Per avere ben a mente la differenza fra gli argomenti caldi e quelli che si possono anche sorvolare, sarà meglio elaborare una piccola <strong>scaletta espositiva</strong> da memorizzare. Aiuterà a mantenere vivo il discorso e allontanerà il pericolo della divagazione. Ovviamente darà modo all’oratore di inserire improvvisazioni o eventuali cambi di rotta, qualora la conversazione lo richieda.</p>
<p>Evitare monologhi lunghi e tediosi garantirà al candidato la costante attenzione da parte dell’interlocutore, allontanando il pericolo del calo d’interesse.</p>

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		<title>Colloquio di lavoro: le peggiori gaffes</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 17:33:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>WorkyReporter</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Speciali]]></category>
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		<description><![CDATA[I manager italiani raccontano i peggiori errori commessi durante un ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6385" title="colloquio di lavoro" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2010/09/colloquio-di-lavoro-300x174.jpg" alt="colloquio di lavoro" width="300" height="174" />I <strong>manager italiani</strong> raccontano i peggiori errori commessi durante un <strong>colloquio di lavoro</strong>.</p>
<p>E’ mai capitato di chiedervi come mai non vi sia stato offerto il lavoro dopo un <strong>colloquio</strong>? In un recente sondaggio tra i manager di tutta Europa, sono state rivelate alcune delle <strong>peggiori gaffes</strong> commesse durante i colloqui da parte dei candidati. Lo studio è stato condotto dal 29 Aprile al 7 Maggio 2010 per conto di <strong>CareerBuilder.it</strong> ed ha incluso anche 150 manager italiani.</p>
<p>Al primo posto nella lista degli errori dei candidati, spicca il<em> mostrare arroganza e disinteresse</em>, o parlare negativamente dei precedenti datori di lavoro, secondo il 47% degli intervistati. <em>Rispondere al telefono</em> o<em> mandare un sms</em> è al secondo posto, con il 33% delle segnalazioni.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Gli altri errori sono</span>:</p>
<p>- <em>Non fornire esempi dell’esperienza maturata</em> (31%)<br />
- <em>Vestirsi in maniera non appropriata</em> (30%)<br />
- <em>Non porre domande intelligenti</em> (17%)<br />
- <em>Elencare troppe informazioni riguardo sé stessi</em> (16%)</p>
<p>“<em>Con una competizione sempre più agguerrita, a causa della crisi economica in corso, è importante per i candidati mettersi in luce nella giusta maniera</em>” dice Corrado Tirassa, <strong>Country manager per CareerBuilder in Italia</strong>, Spagna e Svizzera.</p>
<p>Un consiglio è quello di allenarsi con amici o famigliari. Preparatevi sull’azienda e sul settore di riferimento e portate con voi qualche domanda da chiedere all’intervistatore.</p>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.careerbuilder.it" target="_blank">http://www.careerbuilder.it</a></em></p>

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		<title>Self Branding: quando è l’aspetto a fare la differenza</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 07:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Zedda</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Marketing, Pubblicità, Editoria e Grafica]]></category>
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Sarà brutto da dirsi, ma incontrando una persona per la ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-large wp-image-4760" title="self branding" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2010/06/begging-exec-1024x1024.jpg" alt="self branding" width="368" height="368" /></p>
<p>Sarà brutto da dirsi, ma incontrando una persona per la prima volta confezioniamo in pochi minti <strong>un’ impressione superficiale</strong> ma di cui difficilmente riusciremo a liberarci. Teniamo conto del suo abbigliamento, del suo stile, del suo modo di porsi e di parlare. Poco ci importa dei suoi titoli universitari, delle sue competenze tecniche, delle sue capacità organizzative.</p>
<p>Tenetevi forte, è lo stesso trattamento cui è sottoposto un giovane candidato in fase di <strong>colloquio</strong>. Non che il <strong>curriculum</strong> non sia importante, ma un peso fondamentale avrà <strong>l’immagine dell’individuo</strong>: il suo abbigliamento, i suoi atteggiamenti, la cura che ha per se stesso, per dirla in una parola il <strong>self branding</strong>.</p>
<p>C’è poco da discutere, la nostra immagine spesso e volentieri dice di noi più di quanto non possa dire il curriculum ad una prima occhiata. <strong>Curare il proprio self branding</strong> significa inaugurare una campagna di marketing sulla propria persona.</p>
<p>David D’Alessandro manager e autore americano racconta che se il marketing sostiene il lancio di un nuovo prodotto immesso nel mercato, il Brand personale sostiene niente di meno che l’individuo che dovrà accompagnare il progetto professionale. Curare l’immagine di se stessi sarà un modo per <strong>promuoversi</strong>, il modo migliore per raggiungere gli obbiettivi che ci si è imposti, nel nostro caso <strong>trovare un lavoro</strong>, e successivamente mantenerlo.</p>
<p>Essere consapevoli della propria immagine, curare il proprio self  brand aiuterà a mettere in evidenza la <strong>propria posizione professionale</strong>, sarà un modo fondamentale per sottolineare i <strong>propri punti di forza</strong>, aiuterà a <strong>comunicare se stessi</strong> in maniera immediata ma soprattutto eviterà che siano gli altri a farsi un’idea su di voi, che il più delle volte non è positiva.</p>
<p>Per approfondire l’argomento consiglio il libro di Donatella Rampado, Selfbrand. Il libro costa 16 euro e potrete consultare indice e primo capitolo visitando il link <a href="http://www.selfbrand.it/gratis">http://www.selfbrand.it/gratis</a> . E’ richiesta precedente iscrizione al sito.</p>

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