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	<title>Worky.biz &#124; Notizie dal mondo del lavoro &#187; Famiglia e maternità</title>
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	<description>Annunci Lavoro, Notizie, Finanza, Economia, Soldi &#124; Worky.biz</description>
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		<title>Lavoro donne: il 37% rinuncia per badare ai figli</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 12:18:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>WorkyReporter</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ben 4 donne su 10 lasciano il posto di lavoro ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2010/10/donne2.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-7410" title="lavoro donne" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2010/10/donne2-300x260.gif" alt="lavoro mamme" width="300" height="260" /></a>Ben 4 <a title="donna" href="http://www.vitadadonna.com">donne</a> su 10 lasciano il <a href="http://www.crearsiunlavoro.it/" target="_blank">posto di lavoro</a> per accudire i figli. A dirlo è l&#8217;<strong>Istat</strong> e lo fa in un rapporto annuale dedicato a come si conciliano<strong> lavoro e famiglia</strong>.</p>
<p>Stando a quanto emerso dalle analisi dell&#8217;Istituto di Statistica sono ben 702 mila le donne con figli minori di 8 anni che hanno abbandonato il lavoro in maniera temporanea per almeno un mese, in seguito alla nascita del figlio più piccolo.</p>
<p>La stessa cosa, di solito, non avviene per i padri che, invece, non staccano dal lavoro in seguito all&#8217;arrivo di un figlio. Questo dimostra che si tende a far gravare sulla donna la responsabilità della cura dei figli: le percentuali sono del 42,3% contro il 34,5% se si prendono in considerazione gli uomini. Se si prendono in considerazione le <strong>mamme occupate</strong> di età compresa tra i 24 e i 54 anni, la quota di quelle occupate è pari al 55,5% (90,6% per i padri).</p>
<p>Secondo l&#8217;Istat la mancanza di servizi di supporto nelle attività di assistenza (asilo e <a href="http://scuolamagazine.it/" target="_blank">scuola</a> in primis)  è un vero e proprio ostacolo per il <strong>lavoro delle mamme</strong>.</p>

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		<title>Stress: donne e lavoro</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 08:33:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Zedda</dc:creator>
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Non è che le donne reagiscano peggio allo stress lavorativo ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/11/stress-lavoro-correlato-300x300.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-15704" title="stress-lavoro-correlato-300x300" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/11/stress-lavoro-correlato-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a><br />
</strong></p>
<p>Non è che le donne reagiscano peggio allo stress lavorativo rispetto agli uomini, piuttosto è che al rientro dall’ufficio, alle donne spetta svolgere un secondo lavoro: quello di boss amministrativo della famiglia.</p>
<p>Probabilmente è per questo che su 9 milioni di lavoratori che in Italia si sono ammalati di stress, 7 su 10 sono donne.</p>
<p>E meno male che in Italia è stata approvata qualche mese fa la legge che obbliga le aziende a valutare il livello di stress dei propri dipendenti. La norma ad oggi non ha sortito alcun effetto, e fatica a rosicchiarsi una propria importanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I dati ONDA</strong></p>
<p>Sono gli ambienti lavorativi ostili, le responsabilità opprimenti, ma soprattutto i ritmi che non si possono sostenere a lungo e gli orari di lavoro che rubano spazio al tempo libero da trascorrere in famiglia ad aver creato 9 milioni di italiani stressati da lavoro.</p>
<p>Secondo l’Osservatorio Nazionale sulla Salute Donna (ONDA) che per la ricerca condotta si è associata con l’ospedale Fatebenefratelli di Milano, sono soprattutto le donne a risentire di questo stress.</p>
<p>Si sentono letteralmente schiacciate fra lavoro e famiglia e non a caso la fascia che risente con maggior frequenza di questo problema è quella che va dai 30 ai 40 anni. Guarda caso si tratta dell’età durante la quale, nel nostro bel paese, i giovani non più giovani riescono a metter su famiglia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Gli effetti collaterali dello stress</strong></p>
<p>Per le donne almeno i primi sintomi dello stress si riscontrano durante la gravidanza, quando cambiamenti fisici e psicologici influenzano la sfera d’azione della mamma in carriera, ma sono particolarmente complicati anche il puerperio e i primi mesi e anni di vita del pargolo. Risultato? Disturbi fisici (mal di schiena, mal di testa, problemi intestinali), ma soprattutto disturbi che rientrano nella sfera psichica. Soffrono di ansia il 45 % delle donne affette da stress, di irritabilità il 41% delle donne in carriera stressate, di insonnia il 39% e di depressione il 20%.</p>
<p>E naturalmente non sono solo le donne italiane ad essere più sensibili alle negative sollecitazioni che vengono dall’esterno. In tutta Europa negli ultimi anni si è riscontrata una notevole crescita dei disturbi psichici: dal 27.4% del 2005 si è arrivati nel 2010 al 38%.</p>
<p>Ma ad oggi solo il 20% delle aziende italiane hanno dato esito concreto alla legge sul controllo dello stress in ufficio.</p>
<p>A questo punto non resta che augurarvi di trascorrere un felice week end lontano dagli stress!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Aprire un Agriasilo</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 06:42:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Zedda</dc:creator>
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L’Agriasilo è la soluzione ideale per i genitori che vorrebbero ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/09/agriasilo2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-14419" title="agriasilo" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/09/agriasilo2-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a></p>
<p>L’Agriasilo è la soluzione ideale per i genitori che vorrebbero veder crescere i propri figli in un ambiente sano e naturale, confortevole e sicuro. Ne avete mai sentito parlare? E’ probabile che la vostra risposta sia no, dato che si tratta di un fenomeno in crescita, ma ancora poco conosciuto. La Coldiretti conferma comunque che fra le mamme che conoscono questo genere di soluzione, 3 su 4 la considerano da non sottovalutare soprattutto perché consente ai più piccoli di stare in campagna, meglio di trascorrere parte della propria giornata in una fattoria. Eh sì, perché la sede di un agriturismo è proprio una fattoria!</p>
<p>Dato che si tratta di un fenomeno in crescita, visionato dalla Coldiretti e apprezzato da 3 mamme su 4, chi è alla ricerca di lavoro o di un’idea geniale per crearselo, avrà già drizzato le orecchie no?</p>
<p><strong>Aprire un Agriasilo</strong></p>
<p>E’ necessario disporre di una struttura agricola di proprietà o affittata, dotata di tutta l’attrezzatura necessaria e funzionante, che ben si addica alle necessità dei bambini di età compresa fra i 6 mesi ed i 6 anni. Non dovranno mancare zone per i giochi, aree per il cambio pannolini e una mensa. Inoltre, per quanto sia ovvio per una fattoria, non dovranno mancare all’esterno animali e una zona coltivata.</p>
<p><strong>I documenti</strong></p>
<p>In linea di massima, per aprire un agriturismo servono gli stessi documenti richiesti per l’apertura di un agriturismo, per quanto non possa mancare il permesso per la custodia dei bambini.</p>
<p><strong>Il personale</strong></p>
<p>Naturalmente gli educatori dovranno avere, esattamente come accade per un qualsiasi asilo, competenze e formazione specifica di tipo pedagogico. Devono inoltre dimostrarsi capaci di creare giochi che leghino il bambino agli animali e all’ambiente: prendersi cura degli animali, cavalcare un pony o coltivare le piante potrebbe essere un’idea.</p>
<p>Link utili:</p>
<p><a href="http://www.donneimpresa.coldiretti.it/fare-impresa/Pagine/AGRIASILO.aspx">http://www.donneimpresa.coldiretti.it/fare-impresa/Pagine/AGRIASILO.aspx</a></p>
<p>&nbsp;</p>

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		<title>Per fare domanda di separazione si dovrà pagare una minitassa</title>
		<link>http://www.worky.biz/14026/per-fare-domanda-di-separazione-si-dovra-pagare-una-minitassa.html</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 15:23:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>WorkyReporter</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Separarsi  o divorziare non è mai semplice, e da ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/08/separazione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14027" title="separazione" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/08/separazione-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Separarsi  o <strong>divorziare</strong> non è mai semplice, e da oggi sarà anche più oneroso, dato  che i coniugi dovranno versare un contributo di 37 euro, o 85 euro se  si tratta di procedura non consensuale. Un esborso <a href="http://dicassa.it/" target="_blank">di cassa</a> che si aggiunge a tutti i costi che una coppia si trova ad affrontare  quando decide la <strong>separazione</strong>.</p>
<p>Questo è quanto disposto nel decreto legge  della manovra nel capitolo che concerne le “<em>Disposizioni per  l&#8217;efficienza del sistema giudiziario e la celere definizione delle  controversie</em>”: qui è stata disposta una norma che cancella i  procedimenti da svolgere in tribunale per i quali non veniva previsto  pagamento. Quindi, fare <strong>domanda di separazione </strong>comporterà ulteriori  oneri ai coniugi che intendono presentarla.</p>
<p>Mentre per <a href="http://intraprendereblognetwork.it/" target="_blank">intraprendere</a> la via <strong>consensuale</strong>, la tassa da versare è di 37 euro, ma se per caso la  controversia riguarda faccende come l’<strong>affidamento dei figli</strong> o questioni  patrimoniali e quindi non c’è il consenso di entrambi i partner e si  chiede l’intervento del giudice, la tassa sale a 85 euro. Sono 85 euro  anche per i procedimenti di modifica delle condizioni stabilite in sede  di separazione: se, pertanto, si deve modificare l’importo dell’assegno  di mantenimento o si decide di affidare la prole all’altro coniuge, si  devono pagare altri 85 euro.</p>
<p>Questa piccola <strong>minitassa</strong> dovrebbe  comportare un gettito di circa 10 milioni e mezzo. Stando, infatti, a  delle stime basate sui dati 2010, i casi di separazione sono stati  114mila mentre i divorzi oltre 66mila.</p>

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		<title>Conciliare maternità e carriera: incontro dibattito a Milano</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 16:08:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si svolgerà il prossimo 3 maggio a Milano il convegno ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/04/11222_94d_maternita__lavoro_jpg-b.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11484" title="11222_94d_maternita__lavoro_jpg-b" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/04/11222_94d_maternita__lavoro_jpg-b-300x175.jpg" alt="" width="300" height="175" /></a>Si svolgerà il prossimo 3 maggio</strong> a Milano il convegno &#8220;Talenti al femminile e flessibilità in azienda: tabù od opportunità?”   organizzato da da Moms@Work,  divisione dell’agenzia per il lavoro Gi Group dedicata all’inserimento lavorativo delle mamme.</p>
<p><strong>L’incontro patrocinato da</strong> Gi Group Academy e AIDP ( Associazione italiana per la direzione del personale), approfondirà, con l’aiuto di esperti, i temi più scottanti del lavoro e dell’occupazione femminile, spesso frenata o addirittura abbandonata dopo l’evento maternità. A dimostrazione delle innumerevoli difficoltà che le donne si trovano ad affrontare quando devono conciliare il lavoro e l’altrettanto impegnativo mestiere di crescere un figlio.</p>
<p>“<strong>In Italia la maternità continua a essere</strong> uno dei fattori più critici per le donne che lavorano. Il tasso di abbandono della vita professionale dopo la nascita di un figlio è, infatti, tra i più alti in Europa, riguarda quasi una donna su tre (27,1%) con una conseguente perdita, anche economica, per il sistema Paese” commenta Anna Zavaritt, Project Consultant di Moms@Work.</p>
<p><strong>Durante il convegno si approfondiranno</strong> le soluzioni in grado di sostenere le donne nell’impegno di conciliare la maternità con la carriera. Sembra, infatti che le aziende valutino con favore le candidature femminili con profili medio-alti.</p>
<p><strong>In questi casi la conciliazione</strong> tra carriera e famiglia può avvenire con l’utilizzo di contratti come temporary manager  (nel 7,2% dei casi) o come collaboratrici interne su progetti specifici (14,5%), mentre per profili di staff c’è una crescente attenzione a figure femminili in somministrazione (43,7% dei casi).</p>
<p><strong> Fonte immagine:</strong> la1.rsi.ch</p>

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		<title>Conciliare lavoro e famiglia</title>
		<link>http://www.worky.biz/10980/conciliare-lavoro-e-famiglia.html</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 08:29:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglia e maternità]]></category>
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		<category><![CDATA[lavoro e carreira]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro e famiglia]]></category>
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		<description><![CDATA[La conciliazione dei tempi del lavoro con quelli della famiglia ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/04/lavorofamiglia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10981" title="lavorofamiglia" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/04/lavorofamiglia-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a>La conciliazione dei tempi del lavoro con quelli della famiglia</strong> è una delle sfide più difficili per le donne impegnate professionalmente. Spesso non è facile trovare il giusto compromesso con i doveri imposti dallo svolgimento di un’attività lavorativa e quelli, altrettanto impegnativi, della famiglia.</p>
<p><strong>Quando non intervengono le leggi</strong>, sono le stesse donne a tentare di organizzarsi in tutti i modi per riuscire ad esserci nel lavoro ed anche in ambito familiare.</p>
<p><strong>Riportiamo in questo post l’esperienza di Simona </strong>( nome di fantasia sempre per rispettare l’anonimato chiestoci dall’intervistata) brillante 40 enne, lavoratrice autonoma con famiglia a carico,  che ha deciso di conciliare lavoro e famiglia imponendosi la regola del semi-fulltime. Simona puoi spiegarci cosa intendi per semi full-time?</p>
<p>“<em><strong>Lavorando in proprio non potevo permettermi un part-time</strong>, perché avrebbe significato dimezzare i guadagni. Così mi sono decisa ad accorciare il full-time. Di mattina lavoro dalle 9 alle 11 &#8211; 11,30 , poi mi dedico a far la spesa ed a cucinare persino la cena per la sera. I lavori domestici sono rinviati alla sola giornata di sabato, quando non lavoro. Nel pomeriggio riprendo il lavoro dalle 15  fino alle 19 -19,30. Questo metodo di lavoro io lo chiamo semi-fulltime. La mattina presto ho il tempo per svegliare marito e figlio, gestire la colazione e preparare il piccolo per andare a scuola</em>”.</p>
<p><strong>Che dire? Le donne italiane sono davvero delle eroine</strong> in fatto di organizzazione. Meriterebbero il premio Nobel. Intanto consigliamo a tutte le lavoratrici autonome full-time di sperimentare il semi full-time lanciato dalla nostra amica.</p>
<p><strong> Fonte immagine:</strong> notizie.guidaconsumatore.com</p>

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		<title>Bonus bebè: scorrimento della graduatoria in Sicilia</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 16:47:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche la Regione Sicilia eroga il bonus bebè che comprende ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-9809" title="bonubebesicilia" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/02/bonubebesicilia-300x215.jpg" alt="bonubebesicilia" width="300" height="215" />Anche la Regione Sicilia</strong> eroga il bonus bebè che comprende una somma di 1000 euro per ogni nuovo nato nelle famiglie che presentano i requisiti richiesti dalla normativa, come il basso reddito o la precaria situazione economica, individuata anche attraverso l’Isee.</p>
<p><strong>Lo scorso novembre</strong>, la questione del bonus bebè aveva sollevato delle polemiche perché a fronte di 6 mila domande presentate, solo 600 famiglie avrebbero potuto beneficiare dell’incentivo, per un totale di 600 mila euro.</p>
<p><strong>Lo stanziamento iniziale </strong>per erogare il contributo a sostegno della procreazione era, infatti, stato ridotto a 600 mila euro, con le evidenti proteste di alcuni esponenti politici e la delusione delle famiglie che avevano presentato l’istanza.</p>
<p><strong>Adesso, una news pubblicata</strong> sul sito <a href="http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/PIR_LaNuovaStrutturaRegionale/PIR_Assessoratofamigliapolitichesocialielavoro/PIR_DipFamiglia/PIR_DipFamiglia_News?stepThematicNews=det_news&amp;idNews=11081450&amp;thematicFilter=PIR_ArchivioNewsDipFamig">dell’Assessorato Regionale alla Famiglia</a> riporta gli allegati sullo scorrimento delle graduatorie (consultabili presso i comuni siciliani a cui sono state inviate per email), dove si legge anche del ripristino dell’iniziale stanziamento di 2 milioni di euro.</p>
<p><strong>Le graduatorie elencano</strong> i comuni beneficiari del bonus bebè 2010  che potranno ricevere un contributo aggiuntivo di 1400 mila euro rispetto ai 600 mila iniziali.</p>
<p><strong>L’incremento è stato realizzato </strong>con il Decreto Presidenziale n2583 del 03/12/2010 che aggiornava a due milioni di euro lo stanziamento precedentemente ridotto.</p>
<p><strong>Insomma la Regione</strong> ci ripensa e stanzia l’ulteriore somma aggiuntiva a sostegno dell’utile ed oggi, quanto mai indispensabile, aiuto economico alle famiglie con nuovi nati.</p>
<p><strong> Fonte immagine:</strong> romanolil.blog.tiscali.it</p>

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		<title>Bonus bebè 2011</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 17:48:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il bonus bebè è un sostegno economico che i Comuni ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9543" title="bonus-bebe2" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2011/01/bonus-bebe2.jpg" alt="bonus-bebe2" width="200" height="189" />Il bonus bebè</strong> è un sostegno economico che i Comuni erogano a favore delle famiglie, con figli nati o adottati nel corso dell’anno, che presentano determinati requisiti di reddito.</p>
<p><strong>Le somme erogate dai Comuni </strong>vengono stanziate dalle Regioni  che  definiscono le delibere con i requisiti di reddito per accedere ai benefici. Quindi, l’importo del sostegno economico ed i requisiti di reddito cambiano da regione a regione.</p>
<p><strong>In Piemonte è previsto</strong> un bonus di 250 euro a famiglia per l’acquisto di pannolini e latte per ogni nuovo nato nel 2011. Per l’accesso al contributo il limite di reddito non deve essere superiore a 1500 euro mensili.</p>
<p><strong>A Milano possono accedere </strong>al bonus le famiglie indigenti e le madri single con un reddito complessivo non superiore ai 18 mila euro annui. Nei comuni siciliani il bonus bebè di 1000 euro a famiglia è stato erogato fino al 2010.</p>
<p><strong>A fare la differenza</strong> tra aree in cui le agevolazioni sono ancora in atto e quelle in cui  non lo sono più, i ridotti budget delle amministrazioni regionali. Per accedere ai benefici, in tutte le regioni è richiesta la presentazione dell’Isee, Indicatore della situazione economica equivalente che viene rilasciato dai caf, patronati e sindacati territoriali.</p>
<p><strong>Intanto il Governo</strong> ha istituito il Fondo di Credito per i nuovi nati che si applica per i bimbi venuti alla luce nel triennio 2009-2010-2011. Alle banche aderenti i genitori potranno chiedere un prestito a tasso agevolato, di 5 mila euro, da restituire in 5 anni. Il finanziamento può essere usato per qualsiasi tipologia di spesa. Per richiederlo non sono previsti limiti di reddito.</p>
<p><strong> Fonte immagine: </strong>fiscaleweb.com</p>

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		<title>Sostituzione per maternità, ecco chi può avere lo sgravio fiscale</title>
		<link>http://www.worky.biz/7225/sostituzione-per-maternita-ecco-chi-puo-avere-lo-sgravio-fiscale.html</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 18:23:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NewsReporter</dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglia e maternità]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[sgravi fiscali]]></category>
		<category><![CDATA[sgravio contributivo]]></category>
		<category><![CDATA[sostituzione di maternità]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno sgravio contributivo è previsto anche in caso di assunzione a ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-5185" title="maternita_lavoro_femminile-350x262" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2010/07/maternita_lavoro_femminile-350x262-300x224.jpg" alt="maternita_lavoro_femminile-350x262" width="300" height="224" />Uno <strong>sgravio contributivo</strong> è previsto anche in caso di assunzione a termine<strong>,</strong> anche con contratto <strong>part-time,</strong> per<strong> sostituzione di maternità,</strong> sempre in base alla quota a carico del datore di lavoro e dei premi Inail del 50% e non per tutte le aziende.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Lo sgravio si applica a favore delle aziende con <strong>meno di 20 dipendenti</strong> e che assumono per sostituire lavoratori subordinati in maternità ed sarà disponibile fino al compimento di un anno di età del figlio del genitore in congedo, oppure nelle aziende in cui operano delle <strong>avoratrici autonome</strong> (coltivatrici dirette, mezzadre e colone, artigiane ed esercenti attività commerciali).</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Il beneficio contributivo và concesso a prescindere dalla corrispondenza tra la <strong>qualifica </strong>del sostituto e quella in possesso del sostituto ed anche in caso in cui un apprendista sia sostituito con una persona qualificata.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Come richiedere lo sgravio</strong>?</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">L&#8217; azienda può richiedere lo sgravio tramite autocertificazione in cui attesta di essere in possesso del requisito occupazionale e che l&#8217; assunzione dei lavoratori a termini è stata effettuata in sostituzione d dipendenti in astensione, sia che essa sia obbligatoria o anticipata, da presentare alle competente sede INPS.</p>

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		<title>UE, modifiche per congedo di paternità e maternità. Ecco cosa cambia</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 08:35:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NewsReporter</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Famiglia e maternità]]></category>
		<category><![CDATA[congedo di maternità]]></category>
		<category><![CDATA[congedo di paternità]]></category>
		<category><![CDATA[maternità]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento europeo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Parlamento europeo ha imposto ai suoi Paesi, quindi anche ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-5185" title="maternita_lavoro_femminile-350x262" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2010/07/maternita_lavoro_femminile-350x262-300x224.jpg" alt="maternita_lavoro_femminile-350x262" width="300" height="224" />Il <strong>Parlamento europeo</strong> ha imposto ai suoi Paesi, quindi anche all&#8217; Italia, una retribuzione al 100% di due settimane anche ai <strong>dipendeni maschi</strong> in caso di <strong>paternità.</strong></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Il <strong>Parlamento europeo</strong> ha introdotto così alcune importanti modifiche in materia di congedo per paternità e maternità, che presto potrebbero essere estese anche alle coppie conviventi o cosiddette <strong>&#8220;Coppie di fatto&#8221;.</strong>  Oltre alla novità riguardante il congedo di paternità  ci sono anche altre importanti <strong>modifiche</strong> riguardo il congedo di maternità minimo per le madri lavoratrici, che passa a 20 settimane da 14 retribuite al 100% dello stipendio.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Inoltre la UE ha ribadito:</p>
<ul>
<li>
<div style="TEXT-ALIGN: justify"> divieto di licenziamento delle donne fino al sesto mese di congedo dopo la gravidanza;</div>
</li>
<li>
<div style="TEXT-ALIGN: justify">reintegro lavorativo dopo il parto con una mansione identica o equivalente, stessa retribuzione, stessa categoria professionale e stessa responsabilità.</div>
</li>
</ul>

<p class="FacebookLikeButton"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.worky.biz%2F7480%2Fue-modifiche-per-congedo-di-paternita-e-maternita-ecco-cosa-cambia.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;locale=en_US" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height: 60px"></iframe></p>
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