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	<title>Worky &#187; Libere professioni e Studi professionali</title>
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	<description>Annunci e notizie lavoro, Finanza, Economia, Soldi &#124; Worky.biz</description>
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		<title>Worky.biz - Lavorare con i disabili: diven...</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 07:13:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Zedda</dc:creator>
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Una branchia del settore assistenziale davvero ampia è quella dell’assistenza ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5631" title="operatore socio assistenziale" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2010/07/oss13a.jpg" alt="operatore socio assistenziale" width="200" height="300" /></p>
<p>Una branchia del settore assistenziale davvero ampia è quella dell’assistenza a <strong>portatori di handicap</strong> o più genericamente <strong>disabili</strong>. Lavorare a contatto con una categoria tanto speciale richiede competenza, qualifiche, professionalità e soprattutto attitudine. E’ per questo che tra tante figure professionali, di questi tempi si sta facendo notare quella <strong>dell’operatore socio assistenziale per disabili</strong>.</p>
<p>Il suo compito principale è quello di occuparsi di persone con disabilità fisica, sensoriale o mentale che abbiano un’età inferiore ai 65 anni.</p>
<p>Un giovane interessato ad intraprendere questa carriera, dovrà necessariamente frequentare <strong>dei corsi formativi</strong> che lo aiuteranno a migliorare la propria professionalità e ad inserirsi in un mercato di lavoro per altro in crescita.</p>
<p>Le materie di studio trattate durante le lezioni saranno numerose e in linea di massima stimoleranno, accrescendole, quelle che sono attitudini del tutto personali. Non bisogna infatti dimenticare che si tratta di un lavoro particolare e delicato, che potrà essere svolto brillantemente solo se si possiede vera dedizione e passione.</p>
<p>Un ottimo operatore socio assistenziale si dovrà dimostrare capace:</p>
<p>-           di aiutare e <strong>incoraggiare i propri assistiti</strong>, migliorando la cura di se in tutte le <strong>attività giornaliere</strong>, quali la pulizia personale, la nutrizione la vestizione etc;</p>
<p>-          di aiutare il disabile <strong>durante la socializzazione</strong>, migliorano le proprie capacità cognitive;</p>
<p>-          di aiutare il disabile nella <strong>cura dell’alloggio</strong>, nella preparazione dei pasti, nell’utilizzazione e organizzazione di tutte  le strutture utilizzate nelle attività occupazionali;</p>
<p>-          di gestire le <strong>attività ricreative</strong> e culturali;</p>
<p>-          di migliorare la <strong>fiducia del disabile</strong>, appoggiandolo ed incoraggiandolo;</p>
<p>-          di svolgere mansioni elementari <strong>mediche</strong>, qualora necessario;</p>
<p>-          di aiutare il <strong>disabile a migliorare o mantenere ottimali i rapporti con la propria famiglia</strong> ed amici.</p>
<p>Insomma una serie di mansioni fondamentali per la vita del disabile, che l’operatore socio assistenziale svolgerà con naturalezza e professionalità soprattutto dopo aver frequentato uno dei molti corsi pensati per la categoria.</p>
<p>Ecco qualche esempio di percorso formativo per ottenere una maggiore qualifica:</p>
<p><a href="http://www.cortivonline.it/Corsi/osa_disabili.php">http://www.cortivonline.it/Corsi/osa_disabili.php</a></p>
<p><a href="http://www.operatoresociale.com/corsi-disabili.shtm">http://www.operatoresociale.com/corsi-disabili.shtm</a></p>
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		<title>Worky.biz - Lavorare con gli animali: il d...</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 07:09:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Zedda</dc:creator>
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Lo sanno tutti oramai, vivere a contatto con gli animali ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5611" title="dog_sitter" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2010/07/pet_sitter_dog_sitter.jpg" alt="dog_sitter" width="384" height="279" /></p>
<p>Lo sanno tutti oramai, vivere a contatto con gli <strong>animali domestici</strong>, siano essi cani, gatti o uccellini, può <strong>curare depressioni e malattie</strong> di vario genere. L’idea è quella di prendersi cura di qualcuno che sia capace di restituire un affetto e una gratitudine incondizionata. E se convivere con un animale può farci tanto bene, immaginiamo lavorarci.</p>
<p>Sono molti i mestieri che inondano il mercato italiano e mondiale il cui obbiettivo principale è <strong>la cura per l’animale domestico</strong>. Incrementano le specializzazioni, le necessità e soprattutto i corsi di formazione che regalano qualifiche sempre più interessanti.</p>
<p>In ogni caso il lavoro più richiesto, specie durante la stagione estiva è quello del <strong>dog sitter</strong>. Si tratta di una figura sbarcata in Italia direttamente dagli Stati Uniti, che ha conquistato presto tutta l’Europa ed il Bel Paese. Normalmente rivestita da giovani studenti, la mansione di dog sitter spesso diventa una vera e propria professione.</p>
<p>L’impiego non prevede esclusivamente una passeggiata quotidiana per i bisogni del migliore amico dell’uomo, ma in generale si può dire che il compito del <strong>dog sitter</strong> sia quello di provvedere alla cura del cane, della sua salute, dell’alimentazione e dell’igiene.</p>
<p>Esistono una marea di corsi specialistici che qualificano il professionista, ma in genere è fondamentale avere <strong>un’educazione base di cinofilia</strong>.</p>
<p>Ecco qualche esempio:</p>
<p><a href="http://www.mieicorsi.it/corsi/corso-diventa-un-dog-sitter-professionale-opsi-8669.html">http://www.mieicorsi.it/corsi/corso-diventa-un-dog-sitter-professionale-opsi-8669.html</a></p>
<p><a href="http://www.mieicorsi.it/corsi/corso-per-pet-sitter-con-approccio-cognitivo-zooantropologico-10878.html">http://www.mieicorsi.it/corsi/corso-per-pet-sitter-con-approccio-cognitivo-zooantropologico-10878.html</a></p>
<p><a href="http://www.mieicorsi.it/corsi/corso-nasce-familly-pet-per-chi-ama-gli-animali-11044.html">http://www.mieicorsi.it/corsi/corso-nasce-familly-pet-per-chi-ama-gli-animali-11044.html</a></p>
<p>Il dog sitter come accennato è particolarmente richiesto durante la stagione estiva, periodo nel quale i cani spesso vengono lasciati in una pensione, o peggio ancora abbandonati. Nei casi di estrema fiducia il dog sitter ( <strong>o cat sitter</strong> ) disporrà delle chiavi di casa e quotidianamente terrà compagnia per alcune ore al vostro animale.</p>
<p>Molte altre professioni prevedono il contatto diretto con gli animali. Alcuni esempi? <em>L’apicoltore, il biologo marino o l’allevatore di cani</em> di cui parleremo nei prossimi articoli.</p>
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		<title>Worky.biz - Social network a lavoro...</title>
		<link>http://www.worky.biz/5156/social-network-a-lavoro.html</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 06:51:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Zedda</dc:creator>
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Sui social network se n’è detto davvero di tutti i ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5157" title="online_business_networking" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2010/07/online_business_networking.jpg" alt="online_business_networking" width="480" height="320" /></p>
<p>Sui social network se n’è detto davvero di tutti i colori. Fenomeno sociale che merita di essere analizzato con una certa cura e un briciolo di interesse, offrono la possibilità di ricreare forme nuove e casalinghe di socialità, consentono di far correre di tastiera in tastiera il proprio nome, o meglio ancora quello della propria azienda, consentono addirittura  di entrare in relazione con imprese in maniera informale e innovativa. Ma la nuova frontiera dei  <strong>social network</strong> è rappresentata dalla loro insita capacità di <strong>offrire lavoro a tutti i giovanissimi </strong>che ne vanno alla ricerca.</p>
<p>Si tratta di un fenomeno oramai consolidato negli USA, in fase di sviluppo in Europa, che picchietta timidamente alla porta del Belpaese. Non è più un caso, selezionatori di personale e di nuovi talenti sempre più spesso utilizzano strumenti che godono di un forte consenso sociale per trovare i propri collaboratori.  I più utilizzati sono senza ombra di dubbio <strong>Facebook, Linkedin e Twitter.</strong></p>
<p>Incontrarsi all’interno di queste realtà è semplice, più di quanto ci si attenda, e grazie alla completezza dei profili inseriti all’interno di queste piattaforme sociali, il selezionatore potrà presto farsi un idea del soggetto e della sua eventuale attitudine al posto di lavoro che si è scelto di offrire.</p>
<p>E’ per questo che si consiglia ai giovani e giovanissimi alla ricerca di un impiego di gestire in maniera sobria il proprio profilo, o per lo meno di crearne due differenti, uno a carattere professionale, l’altro personale.</p>
<p>L’esempio pratico che voglio segnalare oggi è quello della <strong>Ericsson</strong> che ha deciso di sfruttare la realtà Twitter per conoscere nuovi professionisti e collaboratori di altre aziende, ai quali spesso e volentieri vengono rivolte offerte di lavoro. Attraverso il link <a href="http://www.twitter.com/EricssonCareers">www.twitter.com/EricssonCareers</a> si potrà accedere a questa realtà tutta nuova, condividere e verificare conoscenze, competenze e storico delle amicizie e delle collaborazioni. Un modo ingegnoso attraverso il quale professionista e azienda potranno incontrarsi in un nuovo e libero mercato.</p>
<p>Se la Ericsson è un’azienda che non vi interessa, il modo più semplice per cercare lavoro su Twitter è quello di inserire nel riquadro search la fantomatica parola “<strong>lavoro</strong>”, associandola magari alla tipologia da voi ricercata, ad esempio “<strong>lavoro banca</strong>” e il gioco è fatto.</p>
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		<title>Worky.biz - Downshifting: scalare di marci...</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 08:47:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Zedda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lavoro che stanca, lavoro che stressa, lavoro che rosicchia il ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4881" title="Downshifting" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2010/06/CA005188relax1.gif" alt="Downshifting" width="500" height="377" />Lavoro che stanca, lavoro che stressa, lavoro che rosicchia il tempo libero di ciascun lavoratore. Negli ultimi anni a <strong>scalare di marcia</strong> sono stati in molti. La tendenza è detta <strong>downshifting</strong>, mentre in Australia, dove il movimento si fa sentire in maniera molto decisa, è detto anche <strong>sea changing</strong>. Si tratta grosso modo della decisione presa da molti lavoratori e lavoratrici di <strong>ridurre il proprio salario</strong>, <strong>incrementando la propria libertà. </strong></p>
<p>Le stime che parlano di downshifting utilizzano cifre da far girare la testa, pensate che i risultati ci dicono che più di 16 milioni di lavoratori al mondo sarebbero interessati ed inclini a scalare marcia, a rallentare. In Inghilterra ogni anno 260 mila cittadini cambiano vita, mentre in Australia  nel 2008 più di  un milione di persone tra i 25 e 45 anni ha dato un taglio al proprio stile di vita lavorativa. Una tendenza sociale con cui fare i conti e da non sottovalutare.</p>
<p>Parlare però esclusivamente di scelta consapevole di riduzione salariale contro un incremento del proprio tempo libero sarebbe riduttivo; il downshifting è qualcosa di diverso e sembra che per appartenere alla categoria dei lavoratori atipici che hanno detto basta, sia necessario aver <strong>cambiato dimora e lavoro</strong>. In Francia ad esempio vengono chiamati <strong>neo ruraux</strong>, neorurali. Manager e professionisti ad un certo punto della propria vita decidono di trasferirsi lungo la costa o in campagna, consapevolmente scelgono di cambiare lavoro, cambiare stile di vita, guadagnare più tempo libero e di maggiore qualità, rinunciando a salari che fino a ieri facevano invidia a tutti.</p>
<p><strong>Il cambiamento  non è semplice</strong>. Sembra infatti che tutti i lavoratori che cercano di mutar stile di vita e lavoro siano sottoposti nell’ambiente professionale nel quale hanno sempre operato, ad una sorta di <strong>ostilità</strong>, visti negativamente in quanto <strong>intenzionati a rompere codici prestabiliti</strong>, predefiniti.  Inoltre c’è da fare i conti con la famiglia  e con la solitudine. Sembra un dato secondario ma gli amici ed i parenti continuano  a lavorare come sempre, mentre l’interessato avrà a disposizione molto più tempo libero da occupare con lavori meno impegnativi del precedente.</p>
<p>La difficoltà maggiore è rappresentata <strong>dall’elemento economico</strong> che obbligherà a rinunce a cui nel lungo periodo non tutti sono disposti. Rompere con il consumismo, adattarsi ad una vita fatta di risparmi, insomma il downshifting richiede un vero e proprio cambiamento di pelle e solo pochi riescono nell’intento soprattutto perché l’assenza di uno stipendio fisso e alto fa paura.</p>
<p>Eppure non sono pochi quelli che giurano che prima o poi cambieranno vita, riappropriandosi del proprio tempo libero, per fare delle proprie passioni un lavoro.</p>
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		<title>Worky.biz - Il Personal Life Coach...</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 07:40:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Zedda</dc:creator>
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Restando in tema di professioni nuove e per dirla tutta ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4692" title="Personalcoach" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2010/06/PersonalGrowth.jpg" alt="Personalcoach" width="426" height="282" /></p>
<p>Restando in tema di professioni nuove e per dirla tutta insolite, oggi parleremo della figura del <strong>Personal Life Coach,</strong> una figura resa famosa soprattutto dal cinema, tanto da aver regalato la convinzione che questo profilo professionale nel mondo reale non esista per davvero.</p>
<p>Niente di più sbagliato. Non solo esistono schiere di  Personal Life Coach in Europa e oltre Oceano, questi sono inoltre <strong>organizzati in associazioni</strong> riconosciute e vengono richiesti sempre più di frequente. Da chi? Dalle squadre di calcio, dai conduttori televisivi, dagli attori, insomma da chiunque abbia un obbiettivo da raggiungere e non riesca da solo, ma soprattutto da chiunque abbia la possibilità di assoldare un professionista di questo genere.</p>
<p>Una volta assoldato il personal life coach si concentrerà sugli obbiettivi concreti precisati dal suo cliente che generalmente viene definito <strong>coachee</strong>. La sua missione principale è quella <strong>di promuovere e aiutare il coachee nella fase di cambiamento</strong>. Insomma una guida che affianca il suo cliente e lo aiuta con il dialogo, con l’ascolto, instillando in lui la motivazione a superare fasi difficili della vita. Una volta analizzate le potenzialità del proprio coachee il coach guiderà il proprio protetto verso il successo.</p>
<p>C’è da dire subito che quella del <strong>Personal Life Coach</strong> non è una professione ben regolamentata e totalmente riconosciuta. Non è soggetta a nessuna normativa, e i <strong>corsi da seguire</strong> per diventare professionista del settore stanno facendo sentire la propria voce solo di recente. E’ inoltre sbagliato ritenere che il Personal life Coach sia <strong>uno psicologo o uno psicoterapeuta</strong>, tanto meno dovrà essere definito uno <strong>psichiatra</strong>. Il professionista dovrà essere in grado di scindere fra situazione e situazione che gli si presenta , ben consapevole che alcune problematiche particolarmente complicate dovranno essere curate da altri specialisti verso i quali dovrà indirizzare il proprio cliente.</p>
<p>Se la professione ti interessa visita questi link. Troverai alcune associazioni di Personal Live Coach di nuova generazione, e alcuni corsi da seguire per entrare a far parte di questo mondo nuovo di zecca.</p>
<p><a href="http://www.associazionecoach.com/">http://www.associazionecoach.com/</a></p>
<p><a href="http://www.icf-italia.org/fic/">http://www.icf-italia.org/fic/</a></p>
<p><a href="http://www.scuoladicoaching.it/">http://www.scuoladicoaching.it/</a></p>
<p><a href="http://lifecoachlab.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=58&amp;Itemid=75">http://lifecoachlab.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=58&amp;Itemid=75</a></p>
<p><a href="http://www.scuolapercoach.info/NcsStudenti.aspx?gclid=CJTSvYn1haICFQkf3wodblYXUg">http://www.scuolapercoach.info//NcsStudenti.aspx?gclid=CJTSvYn1haICFQkf3wodblYXUg</a></p>
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		<title>Worky.biz - Bollino blu per il Temporary M...</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 08:22:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Zedda</dc:creator>
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Abbiamo già parlato in un articolo precedente della figura del ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4628" title="Temporary Management" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2010/05/Transitional_Management.jpg" alt="Temporary Management" width="343" height="480" /></p>
<p>Abbiamo già parlato in un <a href="http://www.worky.biz/2637/temporary-manager-crisi-e-nuove-professioni.html">articolo precedente</a> della figura del <strong>Temporary Manager</strong> e delle sue funzioni. Figura la cui nascita è stata stimolata principalmente dalla crisi latente che l’economia sta attraversando, non sono poche le aziende e le società europee che si affidano ad al <strong>Temporary Management.</strong> Professionisti <strong>freelance offrono soluzioni per moltissime problematiche aziendali</strong>, ma in linea di massima aiutano le società in difficoltà a gestire la crisi e risollevare la china.</p>
<p>Molti di questi freelance un tempo dipendenti, a causa della situazione economica drastica sono stati licenziati e decidono di prestare <strong>la propria professionalità in maniera indipendente</strong>, senza necessità da parte ne del professionista, ne della società che non potrebbe più permetterselo, di stipulare rapporti lavorativi a tempo indeterminato.</p>
<p>Vero è che negli ultimi mesi i professionisti del settore sono incrementati a dismisura, mettendo in situazioni di difficoltà le aziende che devono scegliere a chi affidarsi. E’ ovvio che non tutti i professionisti godano del medesimo stato di preparazione, correttezza e capacità e per aiutare nella scelta corre in aiuto il <strong>bollino blu</strong>, che darà garanzie in merito al Temporary Manager per il quale si decide di optare. La certificazione prenderà in considerazione la tolleranza del manager allo <strong>stress, la capacità di lavorare in autonomia, doti di leadership, adattabilità e autoefficacia.</strong> Darà inoltre informazioni utili sulle competenze dell’individuo,  specificando il ruolo che maggiormente gli si addice. Si potrebbe avere dinanzi un manager capacissimo nelle fasi di start up, o nelle fasi di rilancio o magari nelle fasi di sviluppo d’impresa.</p>
<p>Ad oggi questo genere di certificazione è concessa solo da Atema e lo scopo è quello di <strong>dare maggiore visibilità ai professionisti di qualificati e capaci,</strong> cancellando la concorrenza di bassa qualità. Il rischio? Che i giovani temporary manager che non possano permettersi un attestato di questo genere , vengano tagliati fuori dal mercato.</p>
<p>Il professionista che decide di ottenere questa certificazione, si dovrà essere associato di Atema. Se interessati o semplicemente curiosi, potrete ricevere maggiori informazioni visitando il sito <a href="http://www.atema.net/">http://www.atema.net/</a>.</p>
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		<title>Worky.biz - Avviare uno stabilimento balne...</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 07:27:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Zedda</dc:creator>
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E’ un’ottima idea di questi tempi, vuoi per la bella ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4591" title="stabilimento-balneare" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2010/05/stabilimento-balneare-puglia.jpg" alt="stabilimento-balneare" width="532" height="235" /></p>
<p>E’ un’ottima idea di questi tempi, vuoi per la bella stagione che si avvicina con passi da gigante, vuoi per il <strong>mercato del turismo</strong>, particolarmente florido e in costante crescita nella nostra bella e assolata penisola. Tutto questo grazie alla meraviglia paesaggistica che il territorio è capace di offrire, ma soprattutto grazie ai <strong>7.000 chilometri</strong> di costa che ogni anno vengono posti a disposizione del turista, che fanno dell’Italia la terza meta più gettonata del Mediterraneo.</p>
<p>Per questo avviare una struttura balneare potrebbe essere un’ottima idea, soprattutto se si tiene conto del fatto che gli elementi in favore di questa attività sono notevoli:</p>
<ul>
<li><strong>non è richiesta alcuna competenza particolare.</strong> Sarà invece importante una buona localizzazione dell’attività, buone capacità imprenditoriali e gestionali, intraprendenza e capacità di interazione con il pubblico;</li>
<li>il settore come accennato è in <strong>costante crescita.</strong> Le spiagge, crisi o non crisi d’estate sono sempre affollate e il turista non rinuncia per niente al mondo ai suoi sette giorni di vacanza. Senza dimenticare l’immensa mole rappresentata dai viaggiatori del fine settimana e della domenica, che da soli potrebbero risolvere la stagione in positivo;</li>
<li><strong>i guadagni possibili sono decisamente alti</strong> per chi si decide ad avviare uno stabilimento balneare;</li>
<li>si tratta inoltre di <strong>un’attività tutto sommato piacevole</strong>, che permette a chi la gestisce di stare tre mesi all’anno al mare, in un ambiente piacevole e divertente. Per il resto dell’anno potrà impegnarsi in altri progetti o riposarsi qualora i guadagni estivi si siano dimostrati tanto sorprendenti. L’anno successivo la <strong>clientela fidelizzata</strong> cercherà automaticamente i servizi di chi ha ben lavorato nell’anno precedente.</li>
</ul>
<p>Se siete convinti ad avviare un’attività di questo tipo, ricordate che i servizi offerti sono il biglietto da visita e la carta vincente che potrà motivare l’incremento dei guadagni e del lavoro. Gli stabilimenti balneari di norma offrono :</p>
<ul>
<li><strong>ingresso alla spiaggia</strong> e possibilità di <strong>noleggiare</strong> attrezzatura varia;</li>
<li><strong>animazione</strong> e possibilità di impegnarsi in <strong>giochi</strong> ed <strong>attività sportive;</strong></li>
<li><strong>parcheggio;</strong></li>
<li>possibilità di noleggiare <strong>pedalò</strong> ed <strong>imbarcazioni</strong>;</li>
<li><strong>rimessaggio</strong> per le barche e gommoni;</li>
<li><strong>bar, ristorante, baby sitting</strong>;</li>
<li><strong>servizio navetta</strong> qualora nei pressi di residence o centri turistici.</li>
</ul>
<p>Il consiglio è quello di iniziare ad offrire un pacchetto servizi non eccessivamente ampio e migliorarsi ogni anno con l’aggiunta di nuovi.</p>
<p>Ecco un link che potrebbe tornarvi utile:</p>
<p><a href="http://www.creaimpresa.it/kite.aspx?id=70&amp;bid=1343">http://www.creaimpresa.it/kite.aspx?id=70&amp;bid=1343</a></p>
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		<title>Worky.biz - Telelavoro: il coworking...</title>
		<link>http://www.worky.biz/4556/telelavoro-il-coworking.html</link>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 08:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Zedda</dc:creator>
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Abbiamo già parlato negli articoli precedenti del telelavoro, di cosa ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4557" title="coworking" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2010/05/2590178205_9ed9e9e344.jpg" alt="coworking" width="500" height="356" /></p>
<p>Abbiamo già parlato negli articoli precedenti del <strong>telelavoro</strong>, di cosa esso sia e della sua notevole diffusione negli ultimi anni in Italia come nel resto del mondo. Quando parliamo di <strong>coworking</strong> non facciamo altro che parlare di una delle molteplici forme di telelavoro.</p>
<p>Se il telelavoro consente di svolgere il proprio impiego aziendale o freelance in ambienti diversi da un ufficio, utilizzando strumenti informatici e attrezzature telematiche, il coworking mantiene inalterate queste caratteristiche, ma <strong>si mostra come una forma di telelavoro collaborativa.</strong> La stessa parola potrà essere facilmente tradotta come <strong>lavorare insieme</strong>.</p>
<p>La parola  coniata <strong>da Bernie Dekoven</strong> nel 1999 fu utilizzata  per la prima volta nel 2005 con l’intento di descrivere uno spazio di condivisione fisico. Il <strong>primo spazio di coworking è stato aperto a San Francisco</strong> e fu denominato <strong>Hat Factory</strong> , ospitava tre professionisti informatici e normalmente su richiesta si apriva anche ad altri operatori del settore. Dal 2005 ad oggi il coworking ne ha fatto di strada e oggi esistono spazi di lavoro condivisi in Australia, Argentina, Germania, anche se per la maggior parte questi si concentrano negli Stati Uniti.</p>
<p>Ad usufruire di questa forma di condivisione degli ambienti sono soprattutto <strong>i professionisti freelance</strong> che viaggiano molto o che per un motivo o per un altro si costringono a lavorare nelle caffetterie, nei ristoranti, tra un volo e l’altro o <strong>nell’isolamento della propria casa</strong>.</p>
<p>Insomma <strong>una sorta di ritrovo sociale per lavoratori </strong>il cui senso più specifico non è tanto quello di farsi compagnia o far comunella, quanto <strong>la possibilità di lavorare in ambienti creativi</strong>, dove il confronto è all’ordine del giorno e gli stimoli aumentano esponenzialmente. Le sinergie che si vengono a creare è stato dimostrato, migliorano qualitativamente e quantitativamente la produttività di ciascuno. Negli ambienti sono presenti spazi indipendenti e condivisi  e ad usufruirne sono in special modo i liberi professionisti che non dipendono da alcun capo.</p>
<p>Per far parte di una realtà di questo genere è fondamentale che il professionista freelance, il consulente o il lavoratore indipendente <strong>si rendano conto di far parte di un gruppo</strong>. La <strong>collaborazione</strong> dovrà essere <strong>rispettosa</strong> degli altri, il lavoro altrui non dovrà essere disturbato e gli ambienti dovranno essere mantenuti in ordine.</p>
<p><strong>Programmatori, imprenditori, giornalisti, designer, architetti, scrittori</strong> interessati pagano la propria quota di affitto per usufruire di una postazione personale dotata normalmente di connessione intenet, computer, stampanti, scanner, telefono e quant’altro e naturalmente di <strong>un’atmosfera creativa</strong> che infondo è il valore aggiunto cerca chi si avvicina a questa forma lavorativa.</p>
<p>Iniziative di coworking iniziano a nascere anche in Italia che ancora oggi a tutti gli effetti è definibile  un blue ocean, un mercato senza grossi competitor.</p>
<p><a href="http://www.coworking.com/">http://www.coworking.com/</a></p>
<p><a href="http://www.lapillola.net/">http://www.lapillola.net/</a></p>
<p><a href="http://barcamp.org/coworkingcamp2010">http://barcamp.org/coworkingcamp2010</a></p>
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		<title>Worky.biz - Lean manager per stringere la ...</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 06:41:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Zedda</dc:creator>
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In periodi di crisi, i nonni fanno scuola, si stringe ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4536" title="lean manager" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2010/05/lean-bpr.jpg" alt="lean manager" width="300" height="429" /></p>
<p>In periodi di crisi, i nonni fanno scuola, si stringe la cinghia e si tira avanti. E’ una filosofia ben assimilata dal professionista più gettonato degli ultimi mesi, <strong>il lean menager.</strong> Operante per ora nelle più grandi aziende, sembra che le più piccole non intendano rassegnarsi a non avere fra il proprio personale occasionale questo <strong>manager del risparmio.</strong></p>
<p>Il lean manager viene infatti chiamato per <strong>tagliare i rami secchi,</strong> <strong>eliminare gli sprechi e per portare l’azienda,</strong> grande o piccola che sia <strong>alla massima produttività</strong>. Ecco perché si fanno carte false per averlo con se.</p>
<p>Una volta integrato nell’azienda il lean manager non farà altro che guidare il suo team di lavoro, <strong>individuando i problemi, </strong>condividendoli con i colleghi e insegnando ad <strong>evitare gli sprechi</strong> che spesso affondano le proprie radici nella stessa struttura dell’azienda. In poche parole insegnerà l’arte del risparmio ai vertici dell’azienda.</p>
<p>Non solo renderà noto come fare “<strong>economia aziendale”</strong>, ma aiuterà a trovare e raggiungere un <strong>ottimale punto di efficienza</strong>, aumentando non semplicemente la produttività ma permettendo alla società di <strong>piazzarsi in maniera ottimale nel mercato</strong>.</p>
<p>Le competenze del professionista varieranno al variare della tipologia aziendale e della sua struttura, in generale possiamo dire che si tratta del manager dell’efficienza, che deve conoscere alla perfezione mercato e dinamiche dell’azienda entro la quale si trova ad operare.</p>
<p><strong>Per diventare lean manager</strong> sarà possibile seguire corsi specifici che le scuole di formazione italiane  hanno di recente iniziato ad organizzare. Ecco qualche link utile:</p>
<p><a href="http://www.advanceschool.org/homepage/certificazioni-professionali-lean.html">http://www.advanceschool.org/homepage/certificazioni-professionali-lean.html</a></p>
<p><a href="http://contactsda.sdabocconi.it/it/tecnologia/index.htm">http://contactsda.sdabocconi.it/it/tecnologia/index.htm</a></p>
<p><a href="http://www.emagister.it/corso_lean_management-ec2417585.htm">http://www.emagister.it/corso_lean_management-ec2417585.htm</a></p>
<p>E’ stato inoltre <strong>scritto un ottimo libro sulla</strong> professione del lean manager, nel quale la figura viene spiegata in ogni suo minimo aspetto. Il suo titolo è ovviamente “<strong>The lean manager</strong>” scritto da Michael e Freddy Ballé ed edito da Lean Enterprise Institute.</p>
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		<title>Worky.biz - Correttore di bozze...</title>
		<link>http://www.worky.biz/4291/correttore-di-bozze.html</link>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 09:42:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Zedda</dc:creator>
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Professione ben nota, ha conosciuto una battuta d’arresto con la ...<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.worky.biz">Worky.biz</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4292" title="correttore bozze" src="http://www.worky.biz/wp-content/uploads/2010/05/libro.jpg" alt="correttore bozze" width="480" height="320" /></p>
<p>Professione ben nota, ha conosciuto una battuta d’arresto con la nascita dei computer e dei software per la correzione <strong>ortografica automatica</strong>. Ma  la professione si è saputa rinnovare e oggi chi desidera un lavoro ben fatto sceglie ad un software un buon <strong>correttore di bozze</strong>. Eppure non tutti conoscono quelle che sono le mansioni di un correttore di bozze.</p>
<p>In buona sostanza <strong>rilegge le bozze appunto</strong>, quelle destinate alla stampa, <strong>cercando eventuali errori da correggere</strong>. Spesso la figura del correttore di bozze si confonde con la professione <strong>dell’editing</strong>, nella quale è richiesta non solo la ricerca di errori tipografici, <strong>ma anche di eventuali errori grammaticali</strong> sfuggiti all’autore. In fase di editing ad esempio si potrà intervenire addirittura sullo stile del testo, modificandolo seppure parzialmente.</p>
<p>Il correttore alle prese con la bozza, ossia un manoscritto battuto con la tastiera di un computer, normalmente si attiene ad <strong>evidenziare gli errori tipografici</strong> presenti nel testo, questo verrà poi inviato in tipografia e solo allora corretto. La difficoltà della professione è data dal fatto che la mente umana leggendo l’errore tende in automatico a correggerlo, saltando concretamente la fase dell’evidenziazione dell’errore<strong>. Si tratta dunque di un mestiere di precisione, tutto da imparare. </strong></p>
<p>Il correttore di bozze trova oggi impiego solo nelle grandi case editrici. Si tratta in ogni caso di professionisti accreditati con anni di esperienza alle spalle. Le piccole case editrici invece preferiscono per necessità utilizzare correttori di bozze spesso improvvisati, che svolgono all’interno dell’azienda  anche delle altre mansioni o si affidano a giovani laureandi alle prime armi.</p>
<p>La professione sta però ritrovando un certo <strong>successo grazie al web</strong>. Si moltiplicano infatti gli annunci che vanno alla ricerca di correttori di bozze freelance.</p>
<p>Se la strada ti affascina ecco quali requisiti devi possedere:</p>
<ul>
<li><strong>perfetta conoscenza della lingua italiana;</strong></li>
<li><strong>un forte spirito di osservazione;</strong></li>
<li><strong>una vista fina;</strong></li>
</ul>
<p>Tutto qui. Chiaramente se dalla tua hai anche un corso che qualifichi maggiormente la professionalità tanto di guadagnato.</p>
<p>A Roma  per il 6 di giugno è previsto per l’appunto un corso che inizierà i giovani interessati alla professione del correttore di bozze. Darà strumenti teorici e tecnici utili allo svolgimento di un lavoro di intermediazione fra l’autore ed il grafico editoriale.  Il costo per la partecipazione è di 100 euro +IVA, i posti a disposizione sono dieci e per le iscrizioni c’è tempo fino al 30 di maggio.</p>
<p>Per ottenere maggiori informazioni basterà inviare una mail a formazione@baedizioni.it</p>
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