Misurare lo stress dei dipendenti: obbligatorio dal 31 dicembre

lavoro stress

Quante volte abbiamo parlato di lavoro e di stress? Per una volta tanto a doverne parlare saranno gli imprenditori che dopo la circolare della settimana scorsa distribuita dal Ministero del Lavoro in attuazione del testo unico in materia di salute e sicurezza nel lavoro, saranno obbligati a calcolare ed eventualmente limitare il livello di stress dei propri dipendenti.

Quello che ancora non è chiaro è il metodo con il quale questi carichi di stress verranno calcolati e attenuati, ma è facile immaginare che sarà motivo di discussioni fra sindacati e lavoratori, soprattutto perché il tempo per organizzarsi è davvero limitato se si pensa che l’obbligo entrerà in vigore dalla mezzanotte del 31 di dicembre.

Secondo il ministro Sacconi si tratta di un atto dovuto dato che i rischi da lavoro non sono solo relativi all’uso di sostanze nocive o di macchinari pericolosi: lo stress è uno dei rischi più diffusi per la salute.

Qualche linea guida è stata comunque rilasciata partendo direttamente dalla definizione di stress lavoro correlato. Si tratta molto semplicemente della condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica, sociale, che spesso causa l’incapacità per taluni individui di rispondere in modo positivo alle richieste o aspettative riposte in loro. Ovviamente si dovrà prendere in considerazione lo stress che si connette al contesto lavorativo e non tutto quello accessorio, ma immaginiamo che potrà bastare!

A valutare i livelli di stress ci penserà un responsabile del servizio di prevenzione e protezione con l’ovvio coinvolgimento di un medico competente e del rappresentante dei lavoratori,  principalmente in due fasi:

-          durante la prima fase verranno valutati  indicatori oggettivi e verificabili (infortuni, specifiche lamentele, turni, conflitti fra personale etc);

-          la seconda fase si pone in essere solo se la prima ha dato esito positivo. In quel caso si dovranno adottare opportuni interventi correttivi e in seguito una valutazione approfondita con tanto di questionari, focus group e interviste.

Insomma un inizio d’anno più rilassante per i lavoratori!

Photo Credit: NKZT’S

Scritto da Claudia Zedda
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Un commento

  • Paolo
    03/01/2011 | Permalink |

    Sacrosanti i diritti dei lavoratori ma…
    …. Nessuno si domanda con tutte queste forme di assistenza il perchè le aziende puntano a non assiumere più nessuno e ad avalersi il più possibile di collaboratori esterni?

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