Addio agli 80 euro in busta paga, ecco chi non li riceverà più

Se ne è parlato moltissimo in questi giorni e i il nuovo governo Renzi deve provvedere a soddisfare tutti i suoi elettori, tra tagli e aumenti del nuovo decreto chiamato “Misure [...]

Se ne è parlato moltissimo in questi giorni e i il nuovo governo Renzi deve provvedere a soddisfare tutti i suoi elettori, tra tagli e aumenti del nuovo decreto chiamato “Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale. Per un’Italia coraggiosa e semplice“.

La legge taglia tasse ha diverse sorprese in serbo per gli Italiani, i  più attesi sono sicuramente i tagli all’Irpef e Irap, ma nel testo varato dal Consiglio dei ministri ed i successivi emendamenti ci sono molte alte novità.

Il taglio all’irpef che porta gli 80 euro in busta paga non verrà allargato alle famiglie monoreddito con figli, se ne riparlerà nella prossima legge di stabilità del 2015.

Infatti nell’articolo 1 relativo al bonus Irpef per il 2015 si può leggere: “saranno prioritariamente previsti interventi di natura fiscale che privilegino, con misure appropriate, il carico di famiglia e, in particolare, le famiglie monoreddito con almeno due o più figli a carico“.

Per il pagamento della Tasi si prevedono tre finestre la prima finestra il 16 giugno per i residenti nei Comuni che hanno deliberato l’aliquota entro fine maggio scorso, seconda finestra il 16 ottobre per i contribuenti residenti nei Comuni che deliberano entro il 10 settembre e versamento in unica soluzione, e terza finestra il 16 dicembre, nel caso di mancata delibera per quella data (applicando l’aliquota base dell’1 per mille).

Altra novità il raddoppio della tassa per il rinnovo del passaporto, il decreto firmato da Giorgio Tonini (Pd) abolisce la tassa annuale (che era anch’essa di 40,29 euro e doveva essere pagata per viaggi extra-Ue) ma aumenta il contributo per il rilascio del passaporto al quale si deve aggiungere il costo del libretto. A spiegare il tutto è  Giorgio Tonini, vicepresidente dei senatori Pd e capogruppo in commissione Esteri a Palazzo Madama:


“L’emendamento al dl Irpef non prevede alcun nuovo balzello sul passaporto, come è stato erroneamente scritto da alcuni organi di stampa, ma è una semplificazione burocratica della tassa in vigore, a vantaggio sia dei cittadini che degli uffici, in particolare dei consolati, nello spirito della migliore spending review”.

“Attualmente il passaporto è soggetto, al momento dell’emissione, al rimborso del costo del libretto (42,50 euro) e a una tassa (40,29 euro). Per l’uso al di fuori dell’Unione Europea, la tassa di 40,29 euro è dovuta ogni anno. In analogia a quanto fanno i nostri maggiori partner internazionali, ho proposto di riformare il meccanismo di tassazione del passaporto, unificando tutti i tributi attualmente previsti in un’unica tassa pagata al momento dell’emissione (73,50 euro più il costo del libretto, lasciato invariato a 42,50 euro) rispetto all’attuale costo di emissione, l’importo è aumentato per compensare il minore introito derivante dalle tasse annuali che non saranno più dovute”.

Inoltre si prevedono 650 milioni di euro di incassi dal pagamento dell’iva del pagamento dei debiti, che se non rientreranno, entrerà in vigore la clausola sull’aumento delle accise di tabacchi lavorati , alcool, energia elettrica e prodotti energetici. Il decreto sarà emanato entro il 30 Settembre 2014.

Il taglio dell’Irpef, in ogni caso, si vedrà nella sua completezza solamente il prossimo anno quando ci sarà un taglio del 5% sui redditi fino a 19.000 euro. Gli incapienti che non pagano le tasse non avranno sconti, niente bonus.

Il taglio del 10% dell’Irap (l’imposta regionale sulle attività produttive) scatterà dal 2015.

Nessun taglio per la sanità ma tagli agli enti locali poco trasparenti e alla difesa tolti 150milioni per gli F35.

Per quanto riguarda le auto blu, ogni ministero potrà averne al massimo 5.

Il Ministero dei trasporti si prende in carico la registrazione della proprietà degli autoveicoli e il PRA chiude.

Questi sono solo alcuni dei provvedimenti del nuovo decreto, ancora tanto lavoro e tanti soldi da recuperare… la Rai aiuta a finanziare il taglio Irpef con un contributo di 150 milioni di euro.

Scritto da Valeria Bonora

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