10 cose da sapere sulla riforma del lavoro Fornero

Spesso si è parlato della Riforma Fornero in termini negativi o con critiche molto dure. Ma prima di criticare delle leggi bisognerebbe conoscerle, perché alcuni punti della Riforma del lavoro vanno [...]

Spesso si è parlato della Riforma Fornero in termini negativi o con critiche molto dure. Ma prima di criticare delle leggi bisognerebbe conoscerle, perché alcuni punti della Riforma del lavoro vanno proprio a favore delle fasce più deboli.

Si tratta di dieci punti che riguardano i lavoratori autonomi, le donne, i giovani che cercano lavoro e gli over 50 enni che vengono licenziati. Eccoli in sintesi nelle righe che seguono.

Primo punto: le partite Iva saranno valide sono se supereranno i 18 mila euro annui, in caso contrario i datori di lavoro avranno l’obbligo di trasformarle in contratti di lavoro dipendente.

Secondo punto: le dimissioni “forzate” o consensuali delle lavoratrici incinte saranno sottoposte al vaglio dell’Ispettorato del lavoro.

Terzo punto: l’apprendistato sarà il contratto principale per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Durerà tre anni, durante i quali le aziende beneficeranno di sgravi fiscali, e verrà poi convertito a tempo indeterminato.


Quarto punto: i lavoratori subordinati sottoposti a licenziamento saranno tutelati dall’Aspi ( Assicurazione sociale per l’impiego). Il beneficio durerà un anno per i lavoratori fino a 54 anni e 18 mesi per coloro che hanno superato i 55 anni.

Quinto punto: la flessibilità in uscita prevista dall’Articolo 18 è stata estesa anche ai dipendenti pubblici.

Sesto punto: le controversie sul lavoro saranno più snelle e con tempi non superiori ai 40 giorni per la definizione della vertenza.

Settimo punto: i lavoratori licenziati senza giusta causa dovranno essere riammessi nel posto di lavoro. Quelli licenziati per giusta causa riceveranno un’indennità corrispondente alla retribuzione di 12 o 24 mensilità.

Ottavo punto: i contratti a tempo determinato saranno più costosi per le aziende e tra un contratto e l’altro dovranno passare 60 giorni per quelli di durata semestrale e 90 per quelli di durata superiore.

Nono punto: istituito un Fondo di solidarietà per lavoratori 58 enni licenziati e che non hanno ancora maturato il diritto alla pensione.

Decimo punto:  i  voucher e i buoni lavoro saranno conteggiati a ore e avranno una data e un numero progressivo. I buoni della vecchia legislazione potranno essere usati fino a maggio.

Fonte immagine: Noteroventi.tgcom24.it

Scritto da Rosalba Mancuso

Non puoi controllare quotidianamente Worky.biz ?

Iscriviti alla Newsletter, riceverai le Offerte di Lavoro più interessanti nella tua E-mail!