Torniamo a parlare di Esodati visto che il valzer di cifre è stato confermato dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero.
Quest’ultima ha rilanciato sulla questione delle cifre e degli esodati e, finalmente, sembra aver aperto un barlume di speranza a tutti coloro che sono rimasti fuori dal primo decreto “salva-esodati“. Le cose si muovono in fretta e, così, il Ministro sembra essere pronto ad inserire nel decreto anche tutti gli esodati che hanno superato i 62 anni di età.
In cantiere ci sono lavori che potrebbero mettere in piedi una vita più lunga per gli ammortizzatori sociali e il sussidio di disoccupazione per quei lavoratori esodati che non rientrano tra quelli, circa 120.000, salvati dal decreto.
Lo stesso ministro ha ribadito: “Per gli esodati si tratta di trovare soluzioni che siano ispirate a equità e sostenibilità nel tempo. Vedremo di trovare, come già ha detto il presidente Monti, una soluzione ai problemi”.



























Un commento
Il ministro nasconde il vero numero degli esodati o meglio salvaguardati, perché è di gran lunga superiore ai numeri non ufficiali fin qui circolati.
Infatti, se prendiamo in considerazione gli ammessi alla contribuzione volontaria prima del 4/12/2012 (tutti salvaguardati dal Salva Italia) abbiamo una platea di diverse centinaia di migliaia di soggetti, mai ufficialmente quantificata, anche se l’INPS ha tutti i dati per poterlo fare. In un’audizione alla Camera, ormai dimenticata, Nori parlava di 1.400.000 soggetti da verificare, per escludere chi era andato già in pensione, chi era morto e chi era nato prima del 1946.
Nella relazione dell’INPS alla Fornero, quella che individua una platea di oltre 390.000 “esodati”, il numero dei contributori volontari preso in considerazione è indebitamente filtrato a monte, con due paletti introdotti nel decreto attuativo da Fornero, ma non previsti nella legge (quindi illegittimi), quello di non aver ripreso il lavoro e quello di avere un contributo accreditabile prima del dicembre 2011. Il che ha portato ad una scrematura del 90% degli aventi diritto.
E’ chiaro che il decreto attuativo verrebbe impugnato appena pubblicato, perché un decreto attuativo deve esplicitare le modalità di applicazione della legge e non modificarne i contenuti e probabilmente è per questo che, anche se firmato da diverso tempo, non viene pubblicato in G.U..
Dando per intendere che sta lavorando per trovare una soluzione per tutti gli esodati, a mio avviso, La Ministra Fornero sta cercando di arrivare all’emanazione di un nuovo decreto legislativo (non attuativo del Salva Italia) che annulli la vecchia norma, dando qualche apertura numericamente insignificante, anche se di impatto mediatico, su platee non contemplate dalle salvaguardie del Salva Italia (es. esodati di Termini Imerese), escludendone altre numericamente più rilevanti.
Irritanti, infine, altre finte aperture: quelli che nel 2014 avranno 62 anni sono gli stessi che nel 2012 ne hanno 60 e che sono in buona parte già salvaguardati dagli altri provvedimenti già annunciati.
Una soluzione seria deve partire dai diritti da garantire, per passare ai numeri dei salvaguardati e da questi alle risorse necessarie da reperire e non partire dalle risorse disponibili, per passare ai criteri per restringere il numero dei salvaguardati e finire con la negazione dei diritti.