Lavoro in Call Center, per la Cassazione i precari hanno diritto a posso fisso

Un barlume di speranza per tutti i lavoratori che si trovano in una condizione di contratto a progetto co.co.co, co.co.co pro oppure a tempo determinato o partita iva nei call center. Secondo una [...]

Un barlume di speranza per tutti i lavoratori che si trovano in una condizione di contratto a progetto co.co.co, co.co.co pro oppure a tempo determinato o partita iva nei call center.

Secondo una storica sentenza della Cassazione tutti questi lavoratori meritano il posto fisso se il capo è troppo pressante. Con questa sentenza la Suprema Corte ha chiuso le porte al colosso del settore, la Atesina-Almaviva contact, e ha deciso per il reintegro di una lavoratrice impiegata per ben 6 anni, dal 2001 al 2007, come ‘autonoma’ anche se il tribunale di Roma le aveva negato questo diritto in primo grado.


Per la Corte d’Appello, invece, la lavoratrice deve essere reintegrata e deve avere anche tutte le retribuzioni che non le hanno corrisposto nel periodo in cui risultava licenziata. Secondo la sentenza la natura del lavoro della ragazza non poteva essere sostenuta a causa del controllo ‘particolarmente accentuato ed invasivo’ dell’azienda e ancora ” l’attività si svolgeva all’interno dei locali aziendali e la lavoratrice doveva coordinarsi con le esigenze organizzative aziendali e quindi la lavoratrice era pienamente inserita nell’organizzazione della società, utilizzando strumenti e mezzi di quest’ultima senza alcun rischio di’impresa’.

Scritto da Piera Scalise

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