Fisco, a Bologna si controllano anche le prostitute

Finalmente ecco la risposta per tutti quegli italiani che da anni chiedono, e si chiedono, il perchè dell’ esenzione delle tasse per le prostitute, diciamo così’. Nonostante la “vecchia” legge Merlin del 1958 sembra che i carabinieri di Bologna siano riusciti ad aggirare l’ ostacolo puntando dritto al reddito delle prostitute che lavorano in città. Tutto è iniziato con una sorta di questionario con cui l’ Arma è riuscita a censire le prostitute della città. Nel questionario, infatti, le donne hanno indicato nome, cognome, residenza, luogo e data di nascita, ma anche recapito telefonico ed estremi del documento d’identità e soprattutto età dell’ attività e ”il compenso medio della prestazione”. Questo potrebbe essere un primo passo verso la tassazione del lavoro del sesso a pagamento visto che, secondo quanto riportato dal Corriere.it, le prostitute guadagnano tra i 300 e i 500 euro al giorno per un totale di quasi 200 mila l’anno.

L’Arma chiederà all’Agenzia delle Entrate di fare ulteriori verifiche e se del caso di sottoporre i patrimoni ad una qualche forma di tassazione magari cominciando proprio dalle incongruenze che riguardano lo stile di vita e il reddito dichiarato.

 

Scritto da Piera Scalise
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