Qualche giorno fa abbiamo trattato l’argomento dei cinquantenni che perdono il lavoro e si ritrovano a dover ricominciare daccapo. Per la brevità del post ci siamo dovuti limitare a dei primi suggerimenti che vertevano sulla necessità di farsi notare per riuscire a trovare un altro lavoro.
Ma fermandoci a quel post avremmo potuto dare l’impressione di essere troppo superficiali e semplicistici e di sconoscere il dramma di chi perde il lavoro a 50 anni. In questo secondo post vogliamo puntare l’attenzione su casi concreti e derivati da testimonianze dirette.
La maggior parte di coloro che perdono il lavoro a 50 anni tenta due strade: mettersi in proprio ( sfruttando i risparmi del Tfr e della famiglia) o ricercare il lavoro nello stesso settore in cui lo si è perduto.
Ebbene: ad aver maggior successo sono i cinquantenni che ricercano il lavoro nello stesso settore in cui hanno lavorato da sempre. In tal senso riescono meglio gli artigiani, come meccanici, elettrauto, elettricisti, cuochi, mentre è più difficile reinserirsi per chi ha avuto un lavoro impiegatizio.
Chi non ha competenze in attività manuali ( in Italia non si cercano impiegati, ma operai e manovalanza) deve cercare di usare il tempo delle indennità varie e degli ammortizzatori sociali frequentando dei corsi di formazione per imparare qualche attività manuale molto richiesta dal mercato.
Tanti cinquantenni, anche in realtà difficili come quelle del Sud Italia, sono riusciti a ritrovare lavoro proprio perché sapevano fare e con il saper fare non c’è età che tenga, perché le aziende serie cercano persone che sappiano fare bene il loro mestiere.
Fonte immagine: lavoro.excite.it






























