Sicurezza e morti sul lavoro

Periodo nero per gli incidenti sul lavoro che causano la morte dei lavoratori: 5 operai e un pescatore morti in poche ore. A Vipiteno, Trentino Alto Adige, due lavoratori sono caduti [...]

Periodo nero per gli incidenti sul lavoro che causano la morte dei lavoratori: 5 operai e un pescatore morti in poche ore. A Vipiteno, Trentino Alto Adige, due lavoratori sono caduti in un pozzo nero.

A L’Aquila un giovane romeno è morto toccando i fili dell’alta tensione con la gru che stava manovrando, mentre a Latina un altro romeno è morto cadendo dal tetto. A Massa è deceduto un altro operaio romeno, mentre a Chioggia, un pescatore è morto annegato.

Sono 269 i morti per gli infortuni accaduti sul posto di lavoro dall’inizio dell’anno, e si arriva a 508 se si contano quelli che sono morti durante il tragitto casa/lavoro – lavoro/casa (dati Osservatorio Indipendente di Bologna sulle morti bianche).

Se facciamo il raffronto con l’anno precedente, quest’anno c’è stato un aumento di circa il 24% di morti sul posto di lavoro, infatti nello stesso mese del 2010 il conteggio si era fermato a 206.


Se esaminiamo le categorie, quella più sfortunata è sicuramente l’edilizia che conta, dall’inizio di quest’anno, ben 78 vittime di cui la maggioranza per le cadute dai ponteggi. Segue l’agricoltura con 73, di cui 41 per mano dei trattori che, senza la dovuta protezione, si ribaltano schiacciando i malcapitati perlopiù anziani.  27 per l’industria e 23 per il settore degli autotrasporti. Gli stranieri che hanno perso la vita sul posto di lavoro in Italia sono stati 34, con una percentuale di circa il 13 % di romeni.

Le regioni più colpite da questa triste e drammatica vicenda sono:  Lombardia con 32 vittime,  Sicilia con 24, Emilia Romagna con 22 e Piemonte con 21.

La maggioranza delle morti bianche – afferma Carlo Soricelli (Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro)- sono causate dalle condizioni climatiche, soprattutto per le categorie che svolgono il proprio lavoro all’aperto come ad esempio l’edilizia, l’agricoltura, la manutenzione stradale e l’autotrasporto“.

Ai morti sul posto di lavoro, purtroppo, si devono aggiungere centinaia di feriti, molti dei quali anche in modo grave che, per lungo tempo, possono essere costretti a non poter svolgere alcun tipo di lavoro a causa dei danni fisici riportati.

 

Scritto da Rosalba Mancuso

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